Cueva de Nerja: il colosso sotterraneo dell’Andalusia tra geologia e preistoria
Arrivare a Nerja, visitare le sue spiagge, gustarsi il pesce fresco nei suoi ristoranti non può bastare, se non avete visto la sua Cueva.
A pochi chilometri dal centro di Nerja, infatti, si nasconde uno dei luoghi più sorprendenti dell’Andalusia: la Cueva de Nerja.
Non è solo una grotta, ma un enorme complesso sotterraneo fatto di sale gigantesche, scalinate, storia risalente alla preistoria e dettagli che è meglio conoscere prima di entrare.
La Cueva di Nerja è qualcosa di unico al mondo… non scherzo! E’ entrata a far parte del Guinness dei primati!

Un pó di storia sulla Cueva di Nerja
La Cueva de Nerja è un enorme complesso di grotte calcaree naturali situato nella località di Maro, a 5km da Nerja. È uno di quei luoghi che non sembrano semplicemente “belli”, ma fuori scala, difficili da immaginare finché non ci si entra davvero.
Le grotte si sono formate circa 5 milioni di anni fa, quando l’acqua ha iniziato a infiltrarsi nel massiccio calcareo, sciogliendo lentamente la roccia e dando origine a gallerie, sale e cavità. Il processo è durato millenni ed è ancora in corso: la grotta, in un certo senso, è viva.
La scoperta moderna risale al 12 gennaio 1959, quando cinque giovani di Maro, seguendo alcuni pipistrelli, trovarono una fessura nella roccia e decisero di esplorarla dotati semplicemente di un martello e scalpello di proprietà del padre di 2 dei ragazzi (oggi conservato al Museo di Nerja). Quello che trovarono sotto i loro piedi cambiò per sempre la storia di Nerja.
Entrando da una fessura nel terreno, si infilarono in un cunicolo che li portò ad una delle prime “sale” e si resero presto conto che c’era molto di più. Proseguirono fino a quando non incontrarono degli scheletri umani che immediatamente associarono ad altri esploratori moderni e smaliziati come loro, la cui sorte non fu delle migliori. Questo li fece desistere dal continuare e, dopo aver recitato un Padre Nostro per le anime dei defunti trovati, si recarono alle autorità per mostrare la loro scoperta.
Le analisi di laboratorio rivelarono una verità molto più affascinante: i resti trovati erano gli antichi abitanti preistorici della grotta. Questa fu solo la prima delle tracce di presenza umana preistorica, in quanto successivamente furono ritrovati moltissimi strumenti per la vita quotidiana e soprattutto le pitture rupestri che esistono tutt’ora e che rappresentano un punto di partenza importante per gli studi di quest’epoca geologica.
La Grotta, infatti, rappresenta uno dei principali complessi di arte rupestre al mondo. Nonostante le manifestazioni artistiche più antiche risalgano a circa 30.000 anni fa, quelle più diffuse (circa 50) sono quelle risalenti a 19.000 anni fa. Questa arte preistorica fu realizzata principalmente con un pigmento rosso o nero e rappresentano principalmente cervi, cavalli, capre e pesci.
Inoltre furono ritrovati resti di utensili, “gioielli” e anche ossa di animali..che hanno confermato la presenza delle foche anche in Andalusia!
La scoperta della Grotta di Nerja, come potete immaginare, implicò una rinascita economica per il territorio, che negli anni 50 stava soffrendo molto. Oggi giorno rappresenta ancora uno dei motori economico-culturali di Nerja. Conta circa 500.000 visiatori l’anno, facendone il monumento naturale più visitato dell’Andalusia.
Inoltre, per il suo valore geologico, paleontologico e storico, la grotta è stata dichiarata Bien de Interés Cultural ed è considerata un sito di rilevanza internazionale.

La Cueva: come visitarla, biglietti e come organizzarsi
I biglietti per la Cueva de Nerja si acquistano sul sito ufficiale e costano circa 18 € a persona.
Sono disponibili anche biglietti combinati che includono la visita alla grotta, il museo e il trenino turistico che collega il centro di Nerja all’ingresso della Cueva.
L’audioguida è disponibile in molte lingue oltre allo spagnolo, l’inglese e l’italiano. Può essere scaricata prima dell’ingresso, dettaglio importante perché all’interno della grotta non c’è connessione internet. In alternativa, è possibile noleggiare le audioguide fisiche messe a disposizione dal museo, al costo di circa 2 €.
La visita ha una durata media di 50 minuti con audioguida. Non tutte le sale sono sempe visitabili, quindi la durata può variare.
Per i cittadini dell’Unione Europea, la fondazione mette a disposizione circa 60 ingressi gratuiti al giorno, prenotabili online. I biglietti gratuiti vengono resi disponibili 48 ore prima della visita (ad esempio, quelli per il mercoledì si aprono alle 09:30 del lunedì) e vanno esauriti molto rapidamente, quindi bisogna essere pronti e veloci. Ho letto che esiste anche una limitata disponibilità di ingressi gratuiti direttamente al botteghino nelle prime fasce mattutine, ma personalmente non l’ho mai sperimentata.
Per quanto riguarda il parcheggio, è presente un parcheggio ufficiale a pagamento proprio vicino all’ingresso della grotta. In alta stagione è attivo anche un trenino turistico che collega il centro di Nerja alla Cueva, molto comodo per evitare traffico e code, acquistabile con il biglietto di ingresso alla Cueva.
Se invece preferite pagare un po’ meno e fare una buona azione, esiste un ampio spazio sterrato proprio davanti all’ingresso dove è possibile parcheggiare con una donazione di 1€ alla Asociaciòn de Discapacitados de Màlaga.
Per chi soffre di claustrofobia: potete stare tranquilli. Qui non si parla di cunicoli stretti, ma di sale gigantesche. La più grande ha un’altezza paragonabile ad un edificio di sette piani.
Al termine della visita c’è anche un’esperienza di realtà virtuale molto carina, soprattutto per i più piccoli. C’è anche un piccolo giardino botanico da cui godere una bellissima vista sul mare, un percorso di trekking, un bar anch’esso con vista sulla baia e un’area pic nic.
Un ottimo modo per completare l’esperienza è abbinare la visita al Museo di Nerja: l’ingresso è gratuito entro 10 giorni dall’acquisto del biglietto della grotta. È molto veloce e mostra alcuni dei reperti ritrovati.
Inoltre, durante il periodo estivo, all’interno della Cueva, e più precisamente nella Sala del Ballet, si tiene il Festival de Mùsica Cueva de Nerja, che prevede circa 15 spettacoli di musica o danza di rilevanza internazionale. Quando ho provato ad andarci era sospeso per questioni legate alla Fondazione, ma controllate. Deve essere un’esperienza unica!

Cosa aspettarsi dalla Cueva di Nerja
È importante chiarire un punto spesso frainteso: non aspettatevi di vedere le pitture rupestri. Esistono, ma purtroppo non sono visibili a occhio nudo. All’interno della grotta le luci vengono mantenute volutamente basse per tutelare l’ambiente naturale. Un’illuminazione più intensa faciliterebbe, infatti, la proliferazione di alcuni microrganismi, creando una sorta di muschio verde che danneggerebbe sia stalattiti e stalagmiti sia le pitture rupestri stesse.
La visita turistica copre circa un terzo dell’intero complesso, nella zona chiamata Galerías Bajas, ma è più che sufficiente per restare a bocca aperta.
Appena entrati bisogna affrontare una lunga scalinata in discesa. Avviso onesto: quegli scalini li dovrete risalire tutti..la grotta non è pianeggiante, quindi il continuo sali e scendi fa parte dell’esperienza. In totale si percorrono circa 800 metri e si affrontano oltre 400 scalini. Meglio non pensarci troppo e godersi il momento!
Le prime sale (Vestibolo, Mina e Torca) sono come preparatorie. Sono le sale più esterne, quelle più utilizzate nella preistoria e ci forniscono alcune premesse della grotta. Qui fu ritrovata una delle sepolture preistoriche meglio conservate della penisola Iberica, ora mostrata nel Museo di Nerja.
La prima “vera” sala che incontriamo è la Sala del Belén, così chiamata per alcune cavità naturali che ricordano le grotte utilizzate nei presepi natalizi. Qui si trovano le prime pitture rupestri, che purtroppo non sono visibili.
Un’altra sala è quella della Piscina, dove si trovano i Gours, ossia piccole piscine naturali create dall’acqua nel corso dei secoli. Oggi sono secche, ma un tempo erano completamente ricoperte d’acqua, dando alla grotta un aspetto ancora più suggestivo.
Proseguendo il percorso, come hanno fatto i primi giovani avventurieri, segue la Sala dei Fantasmi per le strane ombre che si creano sulle pareti. E’ qui che incontrarono gli scheletri umani che li fecero desistere dal proseguire.
Segue la Sala de la Cascada, conosciuta anche come Sala del Ballet: è qui che da oltre 60 anni si tengono concerti e festival musicali, soprattutto in estate. L’acustica naturale è impressionante e rende ogni evento un’esperienza quasi irreale.
Il momento clou arriva con la Sala del Cataclisma. Qui si trova una colonna monumentale formata dall’unione di una stalattite e una stalagmite: 32 metri di altezza e 18 metri di larghezza!
È riconosciuta dal Guinness dei Primati come la più grande colonna naturale al mondo di questo tipo. Per capirci: è alta come un palazzo di sette piani e larga quasi quanto un tir. Davanti a lei ci si sente inevitabilmente piccoli.
Proseguendo, si notano alcune stalattiti e stalagmiti “sdraiate”, un’anomalia evidente. Non è un errore della natura: sono il risultato di antichi terremoti che fecero crollare parte delle strutture interne. Una delle colonne più impressionanti è proprio una di quelle spezzate dalla forza tellurica, rimasta lì come una cicatrice nella roccia.
Per visitare la Cueva de Nerja ti consiglio di vestirti a strati: all’interno della grotta la temperatura è mite tutto l’anno (circa 19 °C), quindi potresti avvertire un po’ di frescura d’estate, soprattutto se arrivi dal sole della costa, o un po’ di caldo in inverno.
Inoltre, seppur il percorso è pavimentato, scarpe comode e con la suola non liscia sono consigliate: l’umidità crea dei punti un po’ umidi e scivolosi.
La Cueva de Nerja non è solo una grotta da visitare: è un viaggio nel tempo, nella geologia, nella preistoria e nella fragilità di un equilibrio naturale che dura da milioni di anni. Non è una visita “comoda”, ma, quando si è a Nerja, non si può e non si deve rinunciare a vederla.
