Nerja: un balcone sull’Europa e un angolo speciale di Andalusia
Se arrivi a Nerja pensando di trovare solo spiagge, mare e chiringuitos… preparati a una sorpresa!
Perché questo paesino bianco affacciato sul Mediterraneo nasconde più tesori di quanto sembri.
E’ il pueblo blanco più a est della provincia di Màlaga e dista 45 minuti circa dalla capitale andalusa. E’ quindi una tappa perfetta per un weekend fuori porta o per una tappa aggiuntiva se si sta visitando la città malagueña.
Sebbene Nerja sia una località balneare della costa del Sol, si è salvata dallo sviluppo urbanistico incontrollato che ha invece colpito Torremolinos e altre località sul mare. Nerja si è sviluppata prevalentemente con ville e urbanizaciones (complessi di case con piscine e spazi comuni) che sono state costruite cercando di rispettare le caratteristiche del posto. E’ appollaiata ai piedi una catena montuosa dell’Almijara de è circondata da una serie di bellissime spiagge e baie naturali raggiungiibli a piedi dalla cittadina.
Ecco alcuni consigli pratici per vivere Nerja appieno. Sono semplici ma posso aiutarti a risparmiare tempo, denaro e qualche frustrazione. Quindi, ricordati che:
- Il pranzo e la cena iniziano tardi: di solito a partire dalle 14:00 e dalle 21:00; molti locali quindi aprono un po’ più tardi di quanto potresti aspettarti.
- La giornata inizia più tardi rispetto all’Inghilterra, quindi non ha molto senso svegliarsi troppo presto se vuoi trovare negozi aperti, persone in giro e, in generale, un po’ di vita per strada.
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L’auto è l’opzione migliore per raggiungere Nerja. Con i mezzi pubblici è necessario prendere un autobus ALSA dalla stazione centrale. In totale, il viaggio da Málaga dura generalmente tra 1 h 10 min e 1 h 30 min, a seconda del traffico e delle fermate.
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Esistono anche molte agenzie che organizzano escursioni giornaliere a Nerja e Frigiliana da Málaga. Sono soluzioni comode perché includono il trasporto e, in alcuni casi, anche la guida. Tuttavia, queste escursioni non sono solitamente economiche. Per questo motivo, se viaggi in gruppo, l’opzione più conveniente e flessibile è spesso noleggiare un’auto, che permette di muoversi in totale libertà con un costo più ragionevole a persona.
- Una volta arrivato, se ti fermi pochi giorni, noleggia un’auto solo se hai intenzione di esplorare i dintorni. Frigiliana e l’area naturale di Maro si trovano a pochi chilometri, ma richiedono un breve spostamento in auto.
- Trovare parcheggio gratuito in paese può essere complicato. Di solito è possibile trovare alcuni posti gratuiti relativamente vicini al centro nel parcheggio pubblico vicino al Mercadona. Parcheggio pubblico a Nerja (Google Maps)
Inoltre Nerja è stata da sfondo per una delle serie più amate in Spagna negli anni 80. A Nerja, infatti, viene spesso associata la figura di Chanquete… a Nerja non è un personaggio: è quasi una figura storica.
Chanquete è il protagonista adulto della serie TV spagnola “Verano Azul” (1981–82), girata proprio qui. Ex marinaio, vive in una barca arenata sulla spiaggia e fa da nonno, maestro di vita e coscienza morale a un gruppo di ragazzini. Il suo vero nome nella serie è Leopoldo Contreras.
Negli anni ’80 la Spagna stava uscendo dalla dittatura e iniziava a respirare libertà, modernità, nuove idee.
Chanquete rappresentava tutto questo: spirito libero, rifiuto delle regole rigide, rispetto per i bambini come persone vere, non “piccoli da zittire”. Era l’adulto che ascoltava, cosa rivoluzionaria per l’epoca.
La serie fu girata quasi interamente a Nerja, che grazie a Chanquete divenne improvvisamente famosa in tutta la Spagna.
La barca originale non esiste più, ma c’è una replica visitabile e murales, targhe e riferimenti ovunque. Per molti spagnoli Nerja non è solo mare: è il posto dove hanno lasciato un pezzo della loro infanzia.

Un pó di storia su Nerja
L’area di Nerja è abitata da almeno 25.000–30.000 anni.
Le Cuevas de Nerja non sono solo una meraviglia naturale: sono un vero archivio preistorico.
Al loro interno sono stati trovati resti di focolari paleolitici, utensili in selce, pitture rupestri attribuite a gruppi di cacciatori-raccoglitori
Questo significa che mentre il resto d’Europa combatteva contro i ghiacci, qui si viveva già grazie a un microclima incredibilmente favorevole.
In epoca romana Nerja si chiamava Detunda ed era collegata alla rete costiera della Hispania Baetica.
Non era una grande città, ma un punto strategico per produzione agricola, commercio marittimo costiero e sfruttamento delle risorse ittiche (soprattutto salagione del pesce – il garum). Nelle zone circostanti sono stati trovati resti di ville rustiche romane e frammenti di ceramiche da trasporto.
Con l’arrivo degli arabi nel VIII secolo, la città prende il nome di Narixa, “sorgente abbondante”.
Qui avviene la vera trasformazione strutturale del territorio. Costruiscono canali, terrazze agricole per la coltivazione di canna da zucchero, agrumi e gelsi per la seta e un sistema di irrigazione (acequias) così geniale che in certi punti lo usano ancora oggi. Diventa così un piccolo ma prospero centro agricolo legato al Regno di Granada.
Nel 1487 le truppe dei Re Cattolici conquistano tutta la zona della Axarquía. Narixa viene ribattezzata Nerja e subisce una forte ripopolazione cristiana.
Come per tutte le città andaluse durante la riconquista, i musulmani che non si convertono vengono progressivamente espulsi o si spostano verso l’entroterra montuoso, provocando un profondo cambiamento sociale e demografico.
Nel 1884 un violento terremoto colpisce la regione distruggendo gran parte del paese.
Durante la visita reale Alfonso XII battezza il promontorio su cui sorge Nerja con il nome Balcón de Europa, trasformando un evento drammatico in un simbolo identitario.
La scoperta delle grotte nel 1959 segna una svolta epocale. Da piccolo centro agricolo-marinaro, Nerja diventa una destinazione turistica internazionale.
Le Cuevas non sono solo un’attrazione: oggi sono sede di studi scientifici, concerti e ricerche archeologiche, con strati di storia che vanno dal Paleolitico all’Età del Bronzo.

Cosa fare e cosa vedere a Nerja
Nerja è il pueblo più ad est della Costa del Sol, un connubio perfetto tra bellezza e storia. Il tutto circondato da un mare azzurro da togliere il respiro. Nerja, infatti, possiede alcune delle più belle spiagge dell’Andalusia.
Ma prima dei bagni salati e delle sangrías al tramonto sulla spiaggia, ti invitiamo a unirti a noi e passeggiare insieme per il centro storico.
È una passeggiata tranquilla di circa un’oretta, tutta in piano o con lievi saliscendi, in cui potrai immergerti nella vita di una adorabile cittadina andalusa.
Il Balcón de Europa
Un tour di Nerja non può che iniziare dal Balcón de Europa.
Il Balcón de Europa non è solo il punto più fotografato di Nerja: è il vero cuore simbolico della città, un luogo dove si intrecciano storia, politica, propaganda e… un po’ di poesia monarchica.
Il promontorio su cui oggi passeggiamo da turisti era in origine una fortificazione araba chiamata Castillo Bajo. Serviva per controllare la costa e difendersi da pirati e incursioni dal mare, frequentissime fino al XVII secolo, per questo veniva anche chiamato Paseo de la Bateria.
Fino al XIX secolo effettivamente, qui sopra, c’era davvero una batteria difensiva costiera con veri e propri cannoni, utilizzata per sorvegliare il traffico marittimo e difendere il paese da incursioni di pirati nord-africani o da eventuali nemici europei.
In pratica non era un luogo romantico, ma una zona militare con cannoni puntati sul mare.
Dopo la Reconquista la struttura viene mantenuta come punto di avvistamento militare, ma col tempo perde importanza strategica e diventa uno spazio civile.
Il 25 dicembre 1884 un terremoto devastante colpisce Málaga e l’Axarquía. Nerja è quasi rasa al suolo.
Nel gennaio 1885 arriva il re Alfonso XII per ispezionare i danni.
Dalla terrazza del vecchio castello guarda il Mediterraneo e pronuncia la frase che diventerà leggenda:
“Da qui si vede l’Europa.”
In realtà dal balcone non si vede per niente l’Europa..si vede un mare così blu che capisci perché i re ogni tanto sparavano frasi poetiche a caso. Ad ogni modo la sua frase è rimasta nella storia e rappresenta un gesto politico potentissimo: trasforma un paese distrutto in un simbolo di rinascita, di apertura e di speranza.
Da quel giorno il promontorio viene ufficialmente chiamato Balcón de Europa.
E’ anche per questo motivo che oggi sul balcone si trova la statua in bronzo di Alfonso XII.
La particolarità di questa statua è che si tratta di una delle pochissime statue reali in Spagna poste in un contesto non monumentale ma “quotidiano”. Non è in posa eroica su un cavallo. È lì, in piedi, come un visitatore qualsiasi che contempla il mare.
Una nota curiosa sul Balcón de Europa: tutti pensano che sia il punto più turistico, perchè è molto fotografato e riempie le pagine social di tutti i visitatori. Ma se ci vai la mattina presto o al tramonto, trovi anziani che leggono il giornale, ragazzi che suonano la chitarra, famiglie che passeggiano.
È uno spazio che non appartiene al turismo, ma alla vita quotidiana della città.

Le strade verso il mare
Attorno al celebre Balcón de Europa si sviluppano tutte le vie dove trovi edifici che fino a pochi decenni fa erano abitazioni di pescatori e famiglie legate alla pesca. La posizione stessa del Balcón è parte dell’antico sviluppo del villaggio marinaro.
Nerja non si sviluppò come un grande porto commerciale con un’area dedicata esclusivamente ai pescatori (come succede altrove), ma cresceva come piccolo villaggio di pesca distribuito lungo il centro urbano e la costa. Cerca le piccole piazzette e scalinate vicino alle spiagge centrali: lì si sentono di più le radici di “villaggio marinaro”.
Calle Puerta del Mar e Calle Hernando de Carabeo sono le vie storiche di Nerja. Collegavano il paese agricolo con il mare ed era il percorso naturale per portare pesce, sale e prodotti verso l’interno. Qui il traffico diminuisce e l’atmosfera diventa subito più “marittima”. Vecchie persiane in legno, piastrelle decorative sulle facciate, scalinate che scendono verso il mare.
Qui trovi ancora case basse, imbiancate, balconi con vasi di gerani, portoni piccoli, pensati per famiglie di pescatori.
Arrivato in fondo alla via, troverete una bellissima vista che si apre sul mare, grazie al Mirador del Bendito.
Ma vi suggerisco di approfittare delle scalinate che danno sul mare e scendere fino alle spiagge di Calahonda, Carabeo oppure dall’altro lato Playa el Salòn. Guarda dal basso verso le scogliere: qui capisci davvero com’era Nerja. Le case sono quasi attaccate alla sabbia, costruite quando il mare era parte della vita quotidiana. Le costruzioni più antiche sono piccole, semplici, lunghe e strette, spesso senza terrazze panoramiche. Non erano case vacanza: erano case di lavoro.
Con questo azzurro negli occhi, rientriamo verso il centro, cuore pulsante di Nerja.
Ritornando verso il Balcón de Europa e Calle Puerta del Mar, potete decidere di salire e prendere Calle Pintada e Calle Almirante Ferrándiz. Questa è la zona con più negozi e ristoranti, ma mantiene sempre un certo fascino pittoresco delle vecchie case dei pescatori.
Qui inizia il “centro storico” di Nerja.

Casco Antiguo
Il centro storico di Nerja non è grande, ma è uno di quei luoghi che ti raccontano la storia senza bisogno di musei: basta camminare piano e guardare le facciate.
Le case storiche del centro sono riconoscibili da alcuni dettagli: un solo piano o due al massimo, facciate completamente bianche, porte strette, spesso in legno scuro, balconcini con ringhiere in ferro battuto.
Erano abitazioni di pescatori, artigiani e piccoli commercianti, costruite per la funzione, non per l’estetica turistica. La struttura urbana è autentica, non ci sono state variazioni nel tempo. Tutto è stato conservato e rispettato.
Tutto ruota intorno a Plaza Cavana e la Iglesia de El Salvador
La Iglesia de El Salvador è la vera chiesa “del pueblo” di Nerja: non la più grande, non la più sfarzosa, ma quella che racconta meglio il passaggio da villaggio arabo a comunità cristiana andalusa.
Era la chiesa di riferimento dei pescatori, dove si benedicevano barche e reti prima delle stagioni più difficili, e dove si celebravano i funerali dei marinai che non tornavano dal mare.
Si affaccia direttamente su Plaza Balcón de Europa, nel punto più simbolico della città.
Non è un caso: dopo la Reconquista la chiesa viene costruita nel cuore dell’antica Narixa, per segnare fisicamente il nuovo ordine cristiano.
Venne edificata nel 1697, sopra i resti di una precedente moschea.
È una prassi comune in Andalusia: trasformare i luoghi di culto islamici in chiese cattoliche, mantenendo spesso orientamenti e strutture originarie.
All’esterno è semplice, quasi austera. Ma se guardi bene la torre campanaria ha ancora proporzioni e linee che ricordano un minareto.
All’interno trovi tre navate, soffitto in legno in stile mudéjar e un altare maggiore barocco con l’immagine del Cristo del Salvador.
La Chiesa non è sicuramente spettacolare come una cattedrale, ma è profondamente autentica.

Poco distante si trova la Plaza de España. Non è la piazza più famosa di Nerja – quel ruolo spetta al Balcón de Europa – ma è probabilmente la più importante per la vita reale del paese. Su questa piazza si affaccia il Municipio (Ayuntamiento de Nerja). Al centro trovi una fontana moderna e sobria.
Nei giorni di festa la piazza si trasforma con concerti, mercatini, eventi culturali e celebrazioni patronali.
Museo de Historia de Nerja
Per biglietti & info andate pure sul sito ufficiale. Il prezzo orientativo dell’entrata (può variare leggermente se acquistati online o in loco) è di circa 5€ più eventuali riduzioni. In certi periodi può essere gratuito. Anche visitando la Cueva de Nerja si può avere l’accesso al museo incluso nel ticket principale entro 10 giorni dalla visita mostrando il biglietto. Gli orari sono di solito 10:00 – 16:00 ed è chiuso il lunedì, ma verificate sempre sul sito poichè i periodi di apertura e orari possono cambiare in base al periodo dell’anno, alle festività o eventi speciali. Considete circa 45–60 minuti. È compatto, chiaro e adatto anche a chi non ama i musei lunghi.
E’ proprio all’angolo tra Plaza de España e Calle Hernando de Carabeo che sorge il Museo de Historia de Nerja. Questo è uno dei posti migliori per capire davvero la città, perché in poche sale riesce a raccontare 30.000 anni di storia locale, senza essere pesante o noioso.
È ospitato nell’edificio dell’antico Ingenio San Antonio, una fabbrica di zucchero del XVI secolo, una delle principali attività economiche storiche di Nerja.
Il percorso è cronologico del museo e molto chiaro:
Presistoria: utensili in pietra, riproduzioni dei focolari, resti umani ritrovati nelle grotte
Epoca romana – Detunda: frammenti di ceramiche da trasporto, oggetti della vita quotidiana, pannelli sulle ville rustiche e sul commercio costiero. Era un piccolo nodo agricolo-marittimo inserito nella grande rete romana della Baetica.
Periodo islamico – Narixa: La sezione araba è una delle più interessanti: spiegazioni sul sistema di irrigazione, strumenti agricoli, mappa dei terrazzamenti storici. Qui si comprende perché Nerja era chiamata “sorgente abbondante”.
Reconquista e età moderna: Qui potrai osservare la trasformazione del paese in villaggio cristiano, il suo ripopolamento e la nascita delle prime chiese e confraternite
La grotta di Nerja: il museo dedica molto spazio alla scoperta della Cueva di Nerja e di cosa trovarono al suo interno.
L’ultima parte, invece, è dedicata ad esposizioni temporanee.
Se visitate la Cueva è incluso nel prezzo, quindi fateci un salto magari prima di visitarla. Se invece dove accedere pagando l’entrata completa, a mio avviso non è una tappa fondamentale.

Ermita de Nuestra Señora de las Angustias
Dopo un affondo sulla storia di Nerja, ci addentriamo nella Nerja più popolare e vera, recandoci ora alla Ermita de Nuestra Señora de las Angustias. La Parrocchia è uno di quei luoghi che non finiscono quasi mai nelle guide, ma che per i nerjeños ha un valore enorme. E a me, la sua atmosfera, genera sempre pace e tranquillità.
È situata nella zona orientale del centro, vicino all’antica uscita verso i campi e le aree agricole.
Storicamente era il punto di riferimento per chi lasciava il paese per lavorare la terra.
L’ermita nasce nel XVII secolo come piccolo santuario rurale. Non era una parrocchia: era un luogo di preghiera semplice, legato alla vita quotidiana, alle difficoltà, alle malattie, alle partenze.
Il culto alla Virgen de las Angustias è legato proprio al dolore, alla protezione nelle prove più dure della vita.
Esternamente è molto sobria: facciata bianca, campanile piccolo, una sola navata
Dentro è ancora più raccolta, con l’altare dedicato alla Vergine, spesso ornato con fiori portati direttamente dagli abitanti del quartiere. Negli ultimi banchi, c’è sempre qualcuno che prega in silenzio.
Ogni anno, a settembre, si celebra la romería e la procesión de Nuestra Señora de las Angustias.
È una delle feste religiose più intime di Nerja. La statua viene portata in processione e viene accompagnata da famiglie intere. Molti partecipano scalzi o in silenzio, in segno di promessa o ringraziamento. Non c’è folklore turistico: è fede vera.

Parque Plaza de los Cangrejos
Ora ci dirigiamo verso il Parque Plaza de los Cangrejos, passando per calle Malaga. E’ uno di quei posti che non trovi sulle cartoline di Nerja, ma che ti spiegano molto bene come vive davvero il quartiere e da cui si può contemplare una vista meravigliosa.
Si trova nella zona residenziale orientale del centro, alla destra del Balcón de Europa guardando il mare. E’ lontano dal flusso turistico del Casco Antiguo ed è un parco di quartiere, pensato per famiglie, bambini e anziani che scendono a fare due passi la sera.
Questo parco nasce per dare respiro a un’area densamente abitata, fatta di case popolari e piccoli condomini. Non è stato progettato come attrazione, ma come risposta a un’esigenza reale del quartiere: avere un luogo dove incontrarsi.
Il nome così viene dal linguaggio popolare: i bambini del quartiere, giocando tra le rocce e le zone umide della costa poco distante, chiamavano così l’area per la presenza di piccoli granchi.
Da qui potrete raggiungere el Mirador de la Torrecilla e godervi uno dei più bei tramonti della Costa del Sol. Potrete anche fare una passeggiata lungo tutto il paseo maritimo che costeggia il mare da un lato e dall’altro case bianche che godono di una vista azzurra ogni giorno.

Un po’ di sole e di mare
Dal centro di Nerja si sviluppa una serie di piccole calette urbane, tutte facilmente raggiungibili a piedi. È uno di quei posti della Costa del Sol in cui puoi passeggiare tra vicoli e terrazze… e ritrovarti in costume nel giro di pochi minuti.
La più famosa è Playa de Burriana: la più grande, la più accessibile e, inevitabilmente, anche la più frequentata. È lunga circa 800 metri, con sabbia dorata e acque generalmente tranquille. È la scelta giusta se cerchi comfort e servizi: qui trovi noleggio di ombrelloni e lettini, bar e ristoranti sul mare, oltre ad attività come kayak, paddleboard e pedalò. Non è la più selvaggia, ma è comoda e funziona sempre.
Sotto il Balcón de Europa, sui due lati opposti della scogliera, si aprono invece rispettivamente Playa de Calahonda e La Caletilla. Sono piccole, scenografiche e molto fotografate, incastonate tra le rocce. Lo spazio non è molto, quindi conviene arrivare presto, ma la posizione ripaga ampiamente.
Un’altra opzione interessante è Playa El Chucho, perfetta anche per passeggiate al tramonto e adatta alle famiglie. Meno famosa, più tranquilla, con quell’atmosfera rilassata che nella Costa del Sol viene naturale.
Uscendo dal centro abitato, i dintorni di Nerja custodiscono alcune tra le spiagge più belle del sud della Spagna.
La più celebre è senza dubbio Playa de Maro, conosciuta anche come Cala de Maro. Si trova all’interno dell’area protetta delle Scogliere di Maro–Cerro Gordo, riconoscibile anche per le antiche torri di avvistamento di epoca araba che punteggiano la costa.
L’acqua qui è limpidissima e di un azzurro intenso, perfetta per snorkeling e immersioni, con una fauna marina sorprendente. È riparata dai venti e ideale per una giornata tranquilla distesi sulla spiaggia di ciottoli.
L’unico vero difetto? È talmente bella che attira moltissime persone. Il parcheggio vicino alla spiaggia è piccolo (circa 50 auto), quindi bisogna arrivare molto presto la mattina. In alternativa, si può parcheggiare a circa 1 km di distanza, in salita, dove ci sono parcheggi pubblici (a pagamento o gratuiti). C’è anche un autobus che porta direttamente alla spiaggia con una spesa di circa 2 €.
Una particolarità davvero unica di Playa de Maro è la cascata sul mare, visibile affittando un kayak: una piccola meraviglia nascosta che rende l’esperienza ancora più speciale.
Sempre all’interno del parco naturale trovi Playa del Cañuelo, una spiaggia immersa in un ambiente di straordinaria bellezza. L’acqua è così trasparente che spesso si vedono i pesci anche senza maschera. È facile da raggiungere, ben segnalata e accessibile anche a persone con mobilità ridotta, cosa rara per una spiaggia così naturale. Dovrete parcheggiare in un parcheggio sterrato sulla scogliera. Da lì potrete prendere un microbus navetta estivo (10:00–22:00, 2–2,25 € A/R/persona, frequenza 15–30 min) o sentiero a piedi (2 km, 30–45 min discesa ripida tra colline e vegetazione). Come per le altre calette della zona, raccomando calzature adatte!
Infine, per chi ama le calette più appartate, c’è Cala del Pino. È una piccola spiaggia lunga circa 350 metri, sorprendentemente poco affollata anche in alta stagione. Probabilmente perché per raggiungerla bisogna percorrere un sentiero di circa 200 metri, scavato nella scogliera. Qui ho quasi rischiato di far rompere una gamba a mio papà! Ahi!
L’auto può essere lasciata nei pressi della torre di avvistamento sulla scogliera; da lì parte il sentiero. Non è impossibile, ma sconsiglio vivamente infradito e passeggini: meglio scarpe chiuse e un minimo di attenzione. Una volta arrivati, però, la vista e la tranquillità ripagano ampiamente lo sforzo.

Dove gustarsi un po’ di Nerja
Nerja non è solo spiagge spettacolari e il famoso Balcón de Europa: è anche un piccolo paradiso gastronomico dove la cucina spagnola e mediterranea si intreccia con influenze internazionali. Del resto la presenza di tantissismi inglesi e in generale turisti provenienti dal nord Europa, che spostano qui la loro residenza per parecchi mesi l’anno, ha influenzato molto le sperimenetazioni culinarie. Qui troverai ristoranti con piatti tradizionali, tapas genuine, locali con ingredienti locali di alta qualità e piccoli gioielli gastronomici che hanno cercato di accontentare i gusti di tutti.
Inizierei con il ristorante LACAL. Un indirizzo amatissimo per piatti mediterranei e tapas ben fatte nel cuore di Nerja, con ottimo rapporto qualità-prezzo e atmosfera rilassata. Dicono che serva la miglior paella di Nerja. Devo ammettere che l’arroz Meloso con Pulpo merita. Nel periodo estivo è sempre pieno, quindi mi raccomando prenotate.
Un altro ristorante che mi è stato consigliato da un nerjeño, è Taberna de Pepe . E’ una taverna tipica, fuori dalle zone più turistiche. E’ la classica taberna de barrio (trattoria di quartiere) con un’interno tipico andaluso: azulejos e attrezzi antichi appesi alle pareti, tavoli e sedie in legno. Qui vi verranno servite porzioni generose e piatti tradizionali da 10 e lode, come la coda di toro..daverro unica! Purtroppo il locale è molto piccolo, che da un lato gli conferisce l’intimità e la bellezza che lo contraddistingue, ma dall’altro come potete immaginare dovete sempre chiamare per trovare un posto.
Invece per un’esperienza “marinera”, ecco un locale di pesce molto apprezzato, dove gustare piatti di mare mediterraneo con prodotti freschi e sapori locali. Si chiama Puerta del Mar, e si trova sulla omonima via. E’ un ristorante più raffinato dei precedenti e offre pesce di qualità eccelsa. Secondo me le coquinas de Málaga sono tra i piatti più buoni, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Il prezzo non è proprio economico, ma la qualità del pesce e la vista direttamente sul mare fanno si che quell’extra sforzo ne valga la pena.
Anche se Nerja è spagnola fino al midollo, come vi anticipavo, molti locali di qualità hanno saputo unire piatti internazionali con ingredienti locali. E’ con questo spirito che è nato Botanic Gastro Bar. E’ un bar moderno che richiama subito l’attenzione per la sua facciata particolare. Qui lo chef ama divertirsi con piatti perfettamente decorati e con sapori apparentemente lontanissimi, ma che una volta in bocca ti avvolgono con la loro coerenza e esaltazione reciproca (cit. di un amico con cui ci sono stata la prima volta). Io ho ordinato Atún en Salsa de Vermút: davvero unico! Ma devo dire che tutto mi è piaciuto moltissimo. Non è il tipico ristorante spagnolo, ma è una bella esperienza che suggerisco vivamente.
Nerja è una città che unisce sole e mare senza soluzione di continuità, in tutti i periodi dell’anno. Potrete visitare il centro storico e, in due minuti, essere già sdraiati in una deliziosa caletta circondata da un mare azzurrissimo.
Per questo, se pensi di visitare Nerja, è importante dotarti di un telo mare (io uso questo, comodo e compatto, che ci sta in uno zaino e non si sporca), dei sandali e una borsa pratica. Le spiagge urbane di Nerja sono perfette per una pausa improvvisata tra una passeggiata nel centro storico, una tapas e un po’ di sangría.
Il sole, come in tutta l’Andalusia, è uno dei protagonisti assoluti in qualsiasi periodo dell’anno. Un cappello, degli occhiali da sole e una buona crema solare sono indispensabili anche in inverno: la luce andalusa è intensa e si fa sentire soprattutto durante le passeggiate e le ore sdraiati a migliorare la propria tintarella.
Infine, anche se il clima è mite, conviene avere con sé una felpa o una giacca leggera per la sera, quando l’aria del mare può rinfrescare. Nerja ha uno stile un po’ più sofisticato rispetto ad altri paesi e città dell’Andalusia. Quindi, se volete sfoggiare un look d’occasione, questo è il posto giusto.
Piccoli oggetti come un power bank possono sembrare dettagli, ma rendono le giornate molto più semplici, soprattutto se si ha il navigatore acceso per orientarsi e si vogliono immortalare in fotografia tutti gli angoli e i momenti più belli del viaggio. A me hanno regalato questo e mi trovo benissimo. Ma ce ne sono mille tipi diversi. A prescindere dal modello, te lo consiglio vivamente: in alcune occasioni ti salverà la vita!
E ora, dopo esserci innamorati di un altro angolo speciale dell’Andalusia, il nostro tour di Nerja giunge al termine.
Come avete potuto vedere, Nerja e i suoi dintorni offrono molto più di quanto la cittadina lasci immaginare a un primo sguardo.
E se tutto questo non vi bastasse, basta spostarsi di pochi chilometri per continuare a sorprendersi: grotte di un’altro, pueblos blancos circondati da bouganville, e una delle città più antiche d’Europa.
Se vi va di proseguire il viaggio e scoprire questi piccoli grandi tesori, qui sotto trovate alcuni articoli che ho preparato per voi:
Cueva de Nerja: il colosso sotterraneo dell’Andalusia tra geologia e preistoria
Málaga: una sorpresa al gusto di cultura, sole e ritmo mediterraneo
Spero vi possano essere utili!
