Vista panoramica di San Juan de Gaztelugatxe dall’alto con eremo, scalinata e oceano Atlantico

San Juan de Gaztelugatxe

Partiamo da una cosa pratica: se stai organizzando il tuo viaggio nei Paesi Baschi molto probabilmente San Juan de Gaztelugatxe (in basco Gaztelugatxeko Doniene) è uno dei posti e delle foto che ti saranno comparse più frequentemente.

San Juan de Gaztelugatxe è effettivamente uno dei luoghi più magici e fotografati dei Paesi Baschi e dell’intera costa cantabrica. E’ un’esperienza che unisce natura, storia, spiritualità e cultura popolare.

Questo scoglio inespugnabile, un isolotto di roccia collegato alla costa da un ponte e una scalinata, sospeso tra oceano e vento, è stato fortezza, rifugio di pirati, luogo di pellegrinaggio e, più recentemente, il set di Rocadragón nella famosa serie Il Trono di Spade , che, purtroppo o per fortuna, l’ha reso ancora più visitato.

Si trova a circa un’ora da San Sebastiàn e da Bilbao, ed è uno di quei posti che, appena lo vedi, capisci subito perché è diventato iconico.

🌿 Se solo l’avessi saputo prima…

Ecco alcuni consigli pratici che spero vi permettano di organizzare al meglio la vostra visita a San Juan de Gaztelugatxe.

Come arrivare da Bilbao

  • In auto: è sicuramente la soluzione più comoda. I trasporti pubblici esistono, ma sono efficienti soprattutto durante il periodo estivo. Una volta arrivati a destinazione, troverete tre parcheggi, di cui due gratuiti, situati a circa 1,5 km dall’ingresso. Sono molto comodi, ma i posti non sono infiniti: si parla di circa 250 posti complessivi nelle aree indicate. Nelle ore centrali della giornata possono essere pieni; indicativamente, la fascia compresa tra le 10:00 e le 16:00 è quella più critica.
  • In pullman: durante il periodo estivo viene normalmente attivato il collegamento della linea Bizkaibus A3517 Bilbao–Bermeo, che passa da Bakio e serve anche la zona di Gaztelugatxe. Da Bilbao la partenza avviene dalla fermata San José Plaza, vicino a Plaza Moyúa. Il viaggio dura indicativamente tra 1 ora e 10 minuti e 1 ora e 20 minuti, a seconda del traffico e del servizio. Dovrete scendere alla fermata Gaztelu Begi. Nel resto dell’anno, quando la linea A3517 non serve direttamente Gaztelugatxe, il percorso si fa un po’ più complicato. Da Bilbao prendete la linea A3518 Bilbao–Bakio dalla fermata San José Plaza, vicino a Plaza Moyúa, e scendete a Bakio, generalmente alla fermata Bentalde. Da qui proseguite con la linea A3524 Bakio–Gaztelugatxe–Bermeo e scendete sempre alla fermata Gaztelu Begi. A pochi passi troverete il sentiero che permette di accedere all’area protetta di San Juan de Gaztelugatxe. Date, fermate e frequenze possono cambiare durante l’anno. Prima di partire controllate sempre il sito ufficiale di Bizkaibus oppure l’app Bizkaibus, cercando le linee A3517, A3518 e A3524. I biglietti normalmente non si prenotano online, ma si acquistano o si pagano a bordo. È possibile utilizzare anche le carte di trasporto accettate sulla rete Bizkaibus, come Barik, BAT e Mugi, secondo le condizioni in vigore al momento del viaggio.
  • In treno: qualora gli orari del pullman non fossero convenienti, la soluzione più pratica è raggiungere Bermeo da Bilbao con Euskotren e prendere da lì la linea Bizkaibus A3524 in direzione Bakio, scendendo sempre alla fermata Gaztelu Begi. In sostanza, percorrerete il tragitto in direzione opposta rispetto a chi arriva da Bakio. Controllate sempre gli orari sul sito ufficiale di Euskotren .
  • Con un tour organizzato: è l’opzione ideale per chi non vuole preoccuparsi della logistica. Numerose agenzie organizzano escursioni con partenza da Bilbao, spesso abbinate a Bermeo, Gernika, Mundaka o alla Riserva della Biosfera di Urdaibai. In estate vengono organizzate anche gite in barca che permettono di vedere l’isolotto dal mare, ma senza accedervi. Alcune escursioni prevedono soltanto una sosta panoramica, mentre altre lasciano il tempo necessario per raggiungere il ponte e salire fino all’eremo. Controllate quindi attentamente il programma prima di prenotare. Io verifico sempre le disponibilità su siti come GetYourGuide o Civitatis.

Come arrivare da San Sebastián

  • In auto: se da Bilbao è la soluzione più comoda, da San Sebastián è quasi una scelta obbligata. Non esistono infatti collegamenti pubblici diretti verso San Juan de Gaztelugatxe. Se optate per l’auto, una volta arrivati a destinazione, troverete tre parcheggi, di cui due gratuiti, situati a circa 1,5 km dall’ingresso. Sono molto comodi, ma i posti non sono infiniti: si parla di circa 250 posti complessivi nelle aree indicate. Nelle ore centrali della giornata possono essere pieni; indicativamente, la fascia compresa tra le 10:00 e le 16:00 è quella più critica.
  • In pullman: da San Sebastián non esistono autobus pubblici diretti né per San Juan de Gaztelugatxe né per Bakio o Bermeo. È quindi necessario raggiungere prima Bilbao e proseguire da lì con gli autobus Bizkaibus descritti sopra. La soluzione più veloce è generalmente il pullman DO01, che collega direttamente Donostia/San Sebastián e Bilbao, passando da Zarautz. Potete controllare gli orari e acquistare i biglietti sul sito ufficiale di Avanza Gipuzkoa . Il collegamento tra Donostia e Bilbao dura indicativamente tra 1 ora e 10 minuti e 1 ora e 20 minuti. Considerando il cambio e il secondo autobus, per raggiungere Gaztelugatxe bisogna calcolare complessivamente almeno due ore e mezza per tratta.
  • In treno: è una soluzione possibile, ma decisamente poco pratica. Da San Sebastián potete raggiungere Bilbao con la linea E1 di Euskotren, che collega Amara e Matiko senza cambi, ma il viaggio dura indicativamente circa 2 ore e 35 minuti. Da Matiko potete poi proseguire con la linea E4 fino a Bermeo e, da Bermeo, prendere l’autobus A3524 diretto verso Gaztelugatxe. Per una gita in giornata il pullman San Sebastián–Bilbao è quindi molto più conveniente.
  • Con un tour organizzato: da San Sebastián vengono proposte alcune escursioni giornaliere dirette a Gaztelugatxe. Sono meno numerose e generalmente più costose rispetto a quelle in partenza da Bilbao, ma evitano i cambi richiesti dai mezzi pubblici. Spesso il programma comprende anche località come Bermeo, Gernika, Mundaka o la Riserva della Biosfera di Urdaibai. In estate vengono organizzate anche gite in barca che permettono di osservare l’isolotto dal mare, ma senza accedervi. Prima di prenotare verificate che il tour parta realmente da San Sebastián e che preveda il tempo necessario per raggiungere l’eremo, non soltanto una breve sosta panoramica. Potete controllare le disponibilità su GetYourGuide o Civitatis.

Come arrivare a piedi da Bakio e da Bermeo

  • A piedi da Bakio: per chi ama camminare esistono diversi percorsi panoramici.
    • Percorso breve – Senda del Biotopo: è un’opzione più diretta che collega Bakio alla zona di Gaztelugatxe. Il percorso parte dal mirador El Calero, lungo la strada che da Bakio conduce all’isolotto. È lungo circa 2 km, ai quali bisogna aggiungere il percorso interno fino all’eremo e il tragitto di ritorno. Complessivamente, considerate indicativamente circa 2 ore e mezza tra andata e ritorno.
    • Escursione ad anello classica: è un percorso circolare di circa 14 km che parte dalla spiaggia di Bakio. Presenta una difficoltà moderata, un dislivello complessivo di circa 768 metri e richiede indicativamente 3–4 ore. L’itinerario passa dal monte Atxulo, dal monte Burgoa e dall’eremo di San Pelaio, oltre naturalmente a San Juan de Gaztelugatxe. In alcuni casi, questo itinerario viene indicato anche come Ruta de las Ermitas.
    • Itinerario costiero verso Bermeo: per chi cerca un cammino più lungo, esiste un sentiero costiero che collega Bakio a San Juan de Gaztelugatxe, con la possibilità di proseguire verso Bermeo. Un itinerario ben documentato parte dal parco-mirador di Bakio, costeggia la scogliera fino all’isolotto e permette di tornare indietro, per un totale di circa 7,7 km.
    • Percorso alternativo: oltre al sentiero in pietra con gradini irregolari, esiste un tracciato asfaltato più lungo e con una pendenza generalmente più dolce. Può risultare meno faticoso, ma il percorso complessivo di Gaztelugatxe resta caratterizzato da pendenze importanti e non è adatto alle persone con difficoltà motorie.
  • A piedi da Bermeo – Aggiornamento luglio 2026 : se decidete di raggiungere Bermeo in treno, oltre all’autobus che collega la città a San Juan de Gaztelugatxe avrete a disposizione un’alternativa davvero spettacolare: il percorso pedonale che collega Bermeo a San Juan de Gaztelugatxe, passando per il suggestivo capo Matxitxako. Il progetto è stato completato con l’inaugurazione, il 10 luglio 2026, di una nuova passerella sul torrente Madari, che ha permesso di rendere il percorso continuo e percorribile a piedi senza interruzioni. Il punto di partenza si trova nei pressi del campo da calcio Itsas Gane di Bermeo. Complessivamente, la passeggiata è lunga circa 7,5 chilometri e richiede indicativamente 3–4 ore tra andata e ritorno. Il percorso conduce fino al ristorante Lurgorri, situato all’ingresso dell’area di San Juan de Gaztelugatxe.

Organizzare la visita

  • L’accesso all’area naturale di San Juan de Gaztelugatxe è gratuito. Durante l’alta stagione e in numerose date festive è però obbligatorio effettuare una prenotazione online, introdotta per controllare il numero giornaliero di visitatori. Negli altri giorni l’accesso può essere libero e non richiedere alcuna prenotazione.
  • Il biglietto di accesso riporta normalmente un orario preciso di ingresso alla zona, ma non comprende il parcheggio o eventuali servizi aggiuntivi. Mi hanno riferito che, a ogni ora esatta — per esempio alle 14:00 in punto — vengono messi a disposizione alcuni ingressi direttamente sul posto. Non è però affatto semplice riuscire a ottenerli, quindi è sempre preferibile prenotare online in anticipo.
  • Prima di partire controllate sempre il sito ufficiale di San Juan de Gaztelugatxe , dove trovate il calendario delle giornate con accesso controllato, gli eventuali avvisi e il collegamento per effettuare la prenotazione.
  • Durante l’inverno, in caso di mareggiata o in presenza di condizioni meteorologiche avverse, possono essere disposte limitazioni o chiusure temporanee per motivi di sicurezza. Gaztelugatxe è un luogo molto esposto: in caso di maltempo, valutate seriamente la possibilità di rimandare la visita.
  • Il percorso presenta pendenze importanti, terreno irregolare e 241 gradini per raggiungere l’eremo. Indossate scarpe comode e con una buona aderenza e portate con voi acqua sufficiente, soprattutto durante i mesi estivi.

Quando andare

  • Secondo me, il periodo migliore per visitare San Juan de Gaztelugatxe è tra maggio e giugno oppure nella seconda metà di settembre. In questi mesi troverete generalmente temperature gradevoli, vegetazione ancora molto verde e meno folla rispetto a luglio e agosto. Affrontare la discesa, la successiva risalita e i 241 gradini che conducono all’eremo è inoltre più piacevole senza il caldo e l’affollamento dell’alta stagione.
  • La primavera rende il paesaggio particolarmente bello, con pendii verdi e fioriture lungo la costa. Il meteo basco resta però variabile: anche durante la bella stagione può piovere, quindi è sempre consigliabile controllare le previsioni pochi giorni prima della visita.
  • Luglio e agosto sono i mesi con maggiori probabilità di giornate luminose e temperature piacevoli, ma sono anche quelli più affollati. Se visitate Gaztelugatxe in alta stagione, prenotate per tempo il biglietto gratuito, scegliete possibilmente la prima fascia disponibile della mattina ed evitate, quando potete, il sabato, la domenica e i giorni festivi.
  • Autunno e inverno sono adatti a chi cerca un’atmosfera più selvaggia e meno visitatori, ma comportano maggiori probabilità di maltempo. Pioggia, vento forte, terreno scivoloso e mare molto mosso possono rendere il percorso più impegnativo e provocare limitazioni o chiusure temporanee. Il paesaggio con le onde può essere spettacolare, ma non sceglierei questi mesi per una prima visita, soprattutto arrivando da lontano o viaggiando con bambini.
  • Potendo scegliere l’orario, opterei per la mattina presto. Troverete meno folla, temperature più fresche e un maggiore margine in caso di ritardi nei trasporti. Il tardo pomeriggio può regalare una luce molto bella, ma bisogna calcolare attentamente il tempo necessario per completare il percorso e controllare l’orario dell’ultimo autobus se viaggiate con i mezzi pubblici. Inoltre, la conformazione della costa non garantisce che il sole tramonti direttamente dietro l’isolotto.
Ex voto con disegno di una nave a vela incastonata in un muro di pietra a San Juan de Gaztelugatxe
Ex voto con disegno di una nave a vela incastonata in un muro di pietra a San Juan de Gaztelugatxe

Un po’ di storia (o di leggenda) su San Juan de Gaztelugatxe

San Juan de Gaztelugatxe, spesso chiamato anche Gaztelugatxe o “Castello delle Rocce” in basco, è un gioiello della costa di Bizkaia: accessibile tramite una scalinata di oltre 200 gradini ripidi, porta all’antica ermita di San Giovanni Battista.

Le origini di Gaztelugatxe risalgono al IX secolo, quando il re Alfonso III ordinò la costruzione di un’ermita per ringraziare San Giovanni Battista di aver protetto la flotta asturiana da una tempesta. Si ritiene che qui esistesse già una costruzione intorno al IX secolo; nel tempo il luogo ebbe anche ruoli religiosi e difensivi. Nel Medioevo, infatti, divenne una fortezza difensiva (il nome “Gaztelu-aitz” significa esattamente “roccia del castello” in basco, riflettendo il suo ruolo difensivo) contro pirati normanni e corsari, subendo multi assedi e incendi.

L’episodio più famoso avvenne nel 1334, quando il re di Castiglia, Alfonso XI, assediò lo scoglio per oltre un mese. La resistenza di appena sette cavalieri al comando di Juan Núñez de Lara, signore di Biscaglia, costrinse il monarca a ritirarsi umiliato.

Ma San Juan non vide solo battaglie medievali. Nel 1596, le truppe del pirata inglese Sir Francis Drake saccheggiarono l’eremo, portando via tutto ciò che aveva valore.

Anni dopo, durante una guerra con la Francia, quattordici navi ugonotte gettarono l’eremita dalla scogliera. L’eremo che vediamo oggi non è quello originale: venne ricostruito nel 1886 dopo aver subito gravi danni.

Però, la leggenda più affascinante e che ti racconteranno più spesso narra che San Giovanni Battista, sbarcato a Bermeo, raggiunse l’isolotto in tre passi giganti.

Le impronte dei suoi passi sono venerate in tre punti:

  1. Sotto l’arco di San Giovanni a Bermeo.
  2. Ai piedi dello scoglio, prima di iniziare la salita.
  3. Sull’ultimo gradino, dove c’è anche un’iscrizione incisa nella pietra.

Lungo il sentiero si vedono ancora le sue “orme” incise nella roccia.

Anticamente San Juan de Gaztelugatxe era un centro di pellegrinaggio dove si praticavano rituali di medicina popolare: le donne che desideravano diventare madri lasciavano indumenti da bambino, chi soffriva di emicrania conficcava forcine o lasciava txapelas (baschi), chi aveva problemi di deambulazione poneva il piede nelle orme e i balbuzienti offrivano monete.

Cosa vedere a San Juan de Gaztelugatxe

L’esperienza inizia già dal parcheggio. Qui partono i sentieri (più graduali e piacevoli) o la pista diretta che ti porta all’accesso al ponte. Se hai tempo, approfitta dei sentieri ricchi di vegetazione con scorci inaspettati sul mare e su Gaztelugatxe. A prescindere dalla meta, la vista varrà la pena!

Prima di poter accedere al complesso monumentale, dovrai mostrare la tua prenotazione. L’ingresso infatti è chiuso da un varco con degli addetti ai controlli. Come vi raccomandavo, organizzatevi in tempo e prenotate on line, soprattutto in estate. C’è anche un’audioguida gratuita molto interessante da scaricare, che ti accompagna tra i 2 principali sentieri d’accesso. Approfittatene, è fatta molto bene!

📍 Una curiosità

Negli ultimi mesi si è parlato di accessi “illegali” promossi sui social. Per favore evitateli! Oltre a essere pericolosi, rovinano un’area delicata.

Qui i padroni sono i cormorani e i gabbiani, che nidificano al sicuro dai predatori. Ma l’uccello più speciale è il paíño europeo. Di un intenso colore nero con una fascia bianca, è il più piccolo tra gli uccelli marini. Ed è molto difficile da vedere, perché trascorre la maggior parte della sua vita in alto mare.

Il paíño torna sulla terraferma solo durante il periodo della riproduzione e quando si avvicina una tempesta. La sua presenza, infatti, annuncia il maltempo. Per questo in euskera viene chiamato Ekaitz Txori Txikia, che tradotto letteralmente significa il piccolo uccello della tempesta.

Non è l’unica specie particolare che abita le scogliere di Gaztelugatxe. Questo luogo è anche un rifugio per la armeria euscadiensis, una piccola pianta della famiglia del garofano che in primavera offre delicati fiori rosa. Una rarità, perché non è affatto semplice crescere in un ambiente simile, adattandosi a condizioni così rigide come il vento forte, l’aria salmastra e suoli rocciosi quasi privi di substrato.

L’armeria euscadiensis condivide questo spazio con felci, ginestre e brughiere. E con gli olivastri, gli ulivi selvatici che si distinguono sparsi sull’isola di Aketxe. Non esistono ulivi così a nord nella penisola iberica. Quelli di Aketxe resistono come una testimonianza di un’epoca in cui il clima qui era molto più mite di quello attuale.

Ponte in pietra e scalinata di San Juan de Gaztelugatxe nei Paesi Baschi con oceano e cielo nuvoloso
Il ponte di San Juan de Gaztelugatxe: da qui inizia la scalinata che sale fino all’eremo.

Il ponte e i 241 gradini

Una volta superato il cancelletto, i primi passi sono su terra battuta, poi appare il ponte. Due arcate perfette, levigate da secoli di vento, pioggia e passi. La pietra è scura, quasi nera dove incontra il mare, mentre è più chiara dove i piedi dei pellegrini l’hanno consumata.

Non farti fregare dalla fretta di arrivare in cima. Come sempre è il viaggio che fa la differenza.

Fermati a metà. Sotto di te vedrai un’acqua verde smeraldo, poi improvvisamente blu profondo. Ho provato a fare mille foto, ma nessuna è riuscita a restituirmi quello che ho visto e provato in quel momento.

Oltre il ponte, ti aspetta la salita.. un sentiero serpeggiante di 241 gradini (alcune fonti antiche menzionano 232 o 300, ma oggi il numero certo è 241) che superano 80 metri di dislivello.

Sarà scoraggiante, ma raggiungere l’eremo deve essere un piccolo rituale.

Ad ogni modo, non chiamarli semplicemente “scale”. Sono gradini irregolari, alcuni alti, altri bassi, consumati al centro dall’usura di milioni di passi. Sono umidi di salsedine, a volte scivolosi (fai attenzione!). Il corrimano di legno in alcuni tratti è liscio, in altri ruvido e scheggiato. Ti da proprio l’idea di ciò che San Juan de Gaztelugatxe ha vissuto nel secoli.

Più sali e più il mondo come lo conosci si allontana.

Il primo tratto è il più duro. Le mie gambe hanno iniziato a protestare presto. Poi, misteriosamente, ho trovato il ritmo. Più sali, più capirai perché questo luogo è stato sacro per mille anni.

Non dimenticarti di voltarti ogni tanto. La vista è un premio che cresce a ogni metro guadagnato. Sei circondato dalla costa, dalle scogliere, dal mare, dal vento.

A metà salita, troverai un piccolo altare nella roccia. Un’immagine di San Giovanni, consunta dal tempo, davanti fiori freschi. Qualcuno, passato prima di te, avrà lasciato un pensiero, una preghiera, un desiderio. Puoi fare altrettanto.

Poi prosegui, fino ad arrivare all’ultimo gradino..che è diverso dagli altri. È più basso, più consumato. Se guardi bene troverai un’incisione appena accennata. È l’impronta del piede di San Giovanni. Uno dei suoi famosi tre passi. Appoggia il piede sullo stesso punto.. si dice che guarisca da parecchi problemi! Non sei credente? Non importa.. dicono che tentar non nuoce!

L’eremo di San Juan de Gaztelugatxe

Forse ti stupirai ma, arrivati in cima, probabilmente l’eremo ti deluderà. E’ piccolo, quasi intimo. Pietra scura, un tetto a due falde, una croce di ferro.

Dentro è molto semplice, c’è profumo di incenso e di umidità, di legno vecchio e di cera. Qualche banco, poche statue e San Giovanni Battista che ti accoglie.

Fuori, accanto all’ingresso, la campana. Qui devi rispettare assolutamente la tradizione: falle fare tre rintocchi. Mentre suoni, esprimi un desiderio: tutti lo fanno..anche chi dice di non credere ai desideri.

San Giovanni Battista seppe proteggere da una tempesta del mare, e si dice che San Juan de Gaztelugatxe sappia proteggere dalle tempeste della vita.

Se hai la fortuna di essere qui al tramonto, mi hanno detto che il panorama diventa una tavolozza di colori impossibili: viola, arancio, rosa, blu notte. Deve essere veramente unico!

Vista dall’alto del ponte di San Juan de Gaztelugatxe con scogliere, oceano e sentiero costiero nei Paesi Baschi
La vista panoramica dall’eremo di San Juan de Gaztelugatxe

La discesa

Scendere è meno faticoso che salire, ma non più veloce. Ora puoi dedicarti ai dettagli: una conchiglia incastrata nella roccia, scritte sbiadite in basco, la scogliera e la costa che si aprono davanti a te.

E incontri chi sale. Hanno il fiatone, lo sguardo concentrato. Incoraggiali: “Ne vale la pena”. Ti ringrazieranno!

E alla fine, dopo circa 2 ore, che in realtà sono volate, riappare il ponte e con lui il ritorno alla realtà.

La valigia furba

San Juan de Gaztelugatxe è una meta da non perdere durante un viaggio nei Paesi Baschi. Arrivare organizzati, però, è fondamentale.

Il sito è esposto al vento e alle condizioni del Mar Cantabrico: anche in estate è prudente avere con sé un indumento antivento o impermeabile leggero. Io ho comprato questa giacca ed è stata uno degli oggetti più utili.

Non fatevi ingannare dal clima oceanico: il sole può essere comunque intenso in estate. Un cappello, degli occhiali da sole e una buona crema solare sono indispensabili. Io porto sempre con me questa crema, piccola ma molto efficace.

La salita può risultare impegnativa e il percorso può essere umido a causa della pioggia o della nebbia che sale dal mare. È quindi fondamentale utilizzare un paio di scarpe comode, con una suola non liscia e già collaudate.

Una borraccia riutilizzabile è un’ottima alleata, soprattutto se visitate San Juan de Gaztelugatxe ad agosto. Io ne ho comprata una pieghevole in silicone da Natura, ma a volte è esaurita. In ogni caso, qui ne trovate una simile, che permette di risparmiare spazio una volta svuotata e ripiegata.

Se pensate di raggiungere il sito camminando lungo le scogliere, non sottovalutate la tentazione di fare un bagno nelle acque del Cantabrico. Portate con voi il costume, un telo leggero, un paio di scarpette da scoglio e una borsa pratica in cui riporre il costume bagnato. Io ho comprato questo telo per averlo sempre con me quando viaggio in una località di mare: è comodo e occupa poco spazio.

Anche se il clima è generalmente mite, conviene avere con sé una felpa o una sciarpa leggera per quando il vento proveniente dal mare si fa più intenso.

Piccoli oggetti come un power bank possono sembrare dettagli, ma rendono le giornate molto più semplici, soprattutto quando si utilizza il navigatore e si vogliono fotografare tutti gli angoli e i momenti più belli della visita. A me hanno regalato questo e mi trovo benissimo. Ne esistono moltissimi modelli diversi, ma, a prescindere da quello che sceglierete, vi consiglio vivamente di portarne uno.

Considerate infine che, in inverno, sebbene le gelate sulla costa siano rare, il freddo può essere pungente. Copritevi bene!


Se posso darti un consiglio, non trasformare Gaztelugatxe in una tappa da “flag”.

Vivila anche pensando alle storie di pescatori che qui hanno chiesto protezione, di innamorati che hanno promesso fedeltà, di madri che hanno pregato per i figli in mare.

Gaztelugatxe è tutto questo: un luogo fisico che diventa spirituale, un pezzo di terra che sa di cielo..e di mare.

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