Persone con l’ombrello sul lungomare di San Sebastián durante una giornata di pioggia

Cosa fare a San Sebastián quando piove

Come vi ho già raccontato più volte, anche nella guida su cosa fare a Bilbao quando piove, nei Paesi Baschi la pioggia non è un imprevisto: è parte del viaggio. Per questo, oltre a preparare la valigia giusta, anche il vostro spirito deve essere pronto a vivere l’avventura basca con qualche goccia sul viso… e, a volte, con la faccia completamente lavata!

E San Sebastián non fa eccezione.

Certo, le giornate di sole vi permettono di vivere la città all’aria aperta, di godervi le spiagge e di respirare la salsedine circondati dagli eleganti palazzi della Belle Époque. Ma non sottovalutate la bellezza della pioggia e le opportunità che sa regalarvi: San Sebastián, quando piove, resta sempre meravigliosa e vi mostra una prospettiva che in molti trascurano.

Ecco allora cosa fare a San Sebastián quando piove.

Ingresso del Museo San Telmo a San Sebastián quando piove
Ingresso del Museo San Telmo a San Sebastián tra edificio storico e architettura contemporanea

Un’offerta museale che non ti aspetti

San Sebastián non è certo la città museale per eccellenza della Spagna. Non ha i grandi musei monumentali di Madrid, non è “la città dei musei” come Málaga e non può vantare uno dei musei d’arte contemporanea più importanti del mondo come Bilbao. Ma ha un approccio museale tutto suo, e ve ne accorgerete. Ecco i miei musei preferiti:

  • Museo San Telmo: se siete viaggiatori curiosi, non vi sorprenderà che il Museo San Telmo sia la mia prima proposta. Non mi dilungo a descriverlo, visto che ve ne ho già parlato nel mio articolo su San Sebastián, ma lo ribadisco: è una tappa imprescindibile, soprattutto in una giornata di pioggia! E ricordate che il martedì l’ingresso è gratuito!
  • Museo Marittimo Basco / Euskal Itsas Museoa: È uno di quei posti che molti turisti ignorano, ma secondo me merita davvero: è piccolo, ma sa raccontare tanto. Si tratta di un museo pubblico della Diputación Foral de Gipuzkoa dedicato alla storia marittima basca: navigazione, pesca, cantieri navali, esplorazioni e patrimonio legato al mare. Già l’edificio è un pezzo di storia. È la Casa-Torre del Consulado, costruita nel XVIII secolo per il salvataggio marittimo e il controllo delle attività del porto. Si trova sul Paseo del Puerto, nella stessa zona dell’Aquarium, quindi se vi va è facile abbinare le due visite. Può essere il completamento ideale di un percorso sul rapporto tra i baschi e il mare. Attenzione: periodicamente il museo chiude per il cambio delle esposizioni. Controllate sempre il sito ufficiale prima di andare.
  • Museo Cristóbal Balenciaga a Getaria: se vi è capitata una giornata di pioggerella, può essere una soluzione davvero interessante. Getaria è a circa mezz’ora, quaranta minuti da San Sebastián, e il museo dedicato a Balenciaga è uno dei musei di moda più importanti della Spagna. Da Donostia potete prendere direttamente il Lurraldebus UK10. Una volta scesi a Getaria, il centro è così piccolo che il museo si raggiunge con una brevissima salita a piedi. A me è piaciuto moltissimo, anche perché Balenciaga viene spesso considerato un marchio francese, ma le sue origini sono spagnole al 100%. Cristóbal Balenciaga era nato proprio qui a Getaria, nel 1895. A Parigi arrivò solo nel 1937, spinto dalla guerra civile, ed è lì che aprì i saloni di avenue George V che lo resero celebre in tutto il mondo. Il complesso museale ingloba il Palacio Aldamar, legato alla famiglia aristocratica che ebbe un ruolo decisivo nei suoi primi contatti con l’alta società e con la moda. Il contrasto tra il palazzo storico e il grande volume contemporaneo nero del museo fa già parte della visita. Un consiglio per risparmiare: si entra gratis da un’ora prima della chiusura fino a mezz’ora prima, fino a esaurimento posti. Vale solo per i biglietti presi in biglietteria in quella fascia oraria. Gli orari cambiano a seconda della stagione, quindi controllate sempre sul sito ufficiale prima di partire.
  • Albaola Faktoria a Pasai San Pedro: ve la segnalo più per completezza che come vera meta per la pioggia. Albaola si trova infatti a Pasai San Pedro, a circa 4 km da Donostia, ma non è proprio comodo da raggiungere. Dal centro di San Sebastián potete prendere la OR05 o la OR09, che collegano Donostia a Pasai San Pedro, ma da lì dovrete camminare altri 15 minuti circa. Esiste anche una variante via mare, decisamente più affascinante nelle giornate di sole: vi lascia direttamente davanti alla Faktoria, ma non è proprio l’ideale quando piove e il mare è mosso. Ricordate inoltre che è necessaria la prenotazione. Ad ogni modo, si tratta di una sorta di museo-cantiere dove si recuperano le tecniche tradizionali di costruzione navale. È una versione più originale del classico museo, che vi farà avvicinare alla storia dei balenieri e all’anima marittima di San Sebastián. Qui è stata costruita la replica della San Juan, la baleniera basca del XVI secolo affondata in Canada. La copia è stata varata in mare il 7 novembre 2025, dopo undici anni di lavori e con un “battesimo” a base di sidro invece dello champagne!
Statua di Albert Einstein davanti all’Eureka! Zientzia Museoa di San Sebastián
La statua di Albert Einstein all’ingresso dell’Eureka! Zientzia Museoa di San Sebastián.

Eureka! Zientzia Museoa, il museo della scienza

Il biglietto intero si può comprare sul sito ufficiale e costa circa 10 €. Esistono anche delle tariffe ridotte per bambini e ragazzi e per altre tipologie. Attenzione però: planetario, simulatori e alcune attività speciali possono avere un biglietto separato o combinato. Con la San Sebastián Card avete il 10% di sconto sulla tariffa intera del museo e del planetario. Ho letto anche che la domenica pomeriggio l’ingresso è gratuito, ma non l’ho provato personalmente. Il museo si trova in Paseo Mikeletegi 43-45, nel parco tecnologico di Miramón. Non è comodissimo da raggiungere a piedi dal centro, ma ci si arriva facilmente in autobus Dbus con le linee 28 e 17. Se siete in auto, c’è un parcheggio gratuito.

Ho deciso di dedicargli una sezione a parte rispetto agli altri musei, perché è davvero un museo della scienza diverso dal solito. Non immaginatevi sale piene di oggetti chiusi dentro le vetrine, da guardare solo a distanza, raccontati da una guida che ha la stessa età dei fossili. Qui è tutto moderno e tecnologico, e le proposte sono tantissime, dalle mostre alle esperienze interattive. Ci sono oltre 170 postazioni di sperimentazione distribuite in sale tematiche, pensate perché la scienza si impari toccando, provando, sbagliando e giocando.

Il suo slogan è proprio «Prohibido no tocar», vietato non toccare. Esattamente il contrario del museo tradizionale! È un museo dedicato soprattutto alle famiglie e ai bambini. Ma se anche voi, come me, avete studiato scienze alla vecchia maniera, qui ritroverete la voglia di approfondire e un po’ di “elettricità” nel toccare tutto con mano.

Essendo pensato per i più piccoli è facile da capire per tutti, e i pannelli sono in quattro lingue: euskera, spagnolo, francese e inglese.

Qui potrete davvero divertirvi:

  • Potrete viaggiare nel sistema solare, e viaggiare davvero, grazie al planetario 3D.
  • Vedrete la rotazione della Terra dimostrata dal pendolo di Foucault, sospeso in una torre di vetro di 14 metri.
  • Nella sala Animalia osserverete animali vivi di ecosistemi diversi, da serpenti a lucertole a pesci, che difficilmente troverete altrove.
  • E potrete perfino sdraiarvi su un letto di chiodi, come un vero fachiro: sono 10.000!

Per i più piccoli, ma sono sicura anche per i più grandi, c’è la possibilità di pilotare una MotoGP, una monoposto di F1 o un aereo con il simulatore MAXFLIGHT. Ci sono addirittura le montagne russe e la navicella Orion. Per gli adulti ci sono anche mostre temporanee di fotografia, arte contemporanea e altro, che non deludono mai.

Se non piove troppo, non fermatevi all’interno. Fuori, oltre alla statua di Einstein, troverete le riproduzioni in miniatura di edifici e monumenti storici della Gipuzkoa e un piccolo giardino botanico. Poco più in là, nel parco di Miramón, ci sono anche le Torres de Arbide: un piccolo castello costruito nel 1904 nel centro di San Sebastián e trasferito qui pezzo per pezzo tra il 1972 e il 1975.

📍 Una curiosità

Anche se fuori c’è il sole, questo è uno di quei posti che vi consiglio comunque di visitare. E dal 2026 c’è un motivo in più per farlo: il museo ha rischiato di chiudere.

A marzo la Fondazione Kutxa, che lo gestisce, aveva annunciato la chiusura per la fine di giugno, dopo 25 anni di attività. Secondo la fondazione, il modello tradizionale di science center doveva evolversi verso un approccio più interdisciplinare, che unisse scienza, tecnologia, ingegneria, arte, matematica e scienze umane. Il nuovo progetto si chiama ATENEA e nascerà negli spazi di Tabakalera.

Ma la decisione non è passata inosservata al popolo basco, che ormai abbiamo imparato a conoscere. Scienziati, insegnanti, famiglie e cittadini hanno iniziato a protestare, e anche il sindaco di San Sebastián ha chiesto di ripensarci.

E incredibilmente ha funzionato: la fondazione ha fatto marcia indietro e ha dichiarato che Eureka! resterà aperto. Ora sta discutendo con le istituzioni il suo futuro e il suo rinnovamento.

Ingresso di Tabakalera a San Sebastián in una giornata di pioggia, con persone sotto gli ombrelli
Tabakalera, l’ex fabbrica di tabacco trasformata in centro culturale, in una giornata di pioggia a San Sebastián.

Tabakalera

L’ingresso all’edificio è libero, così come alla maggior parte delle esposizioni. Alcune attività e proiezioni possono essere a pagamento. Si trova in Plaza de las Cigarreras 1, nel quartiere di Egia, praticamente accanto alla stazione ferroviaria di San Sebastián, alla stazione degli autobus e al parco di Cristina Enea. Il tempo da dedicarle dipende moltissimo dal programma: per dare solo un’occhiata bastano 45 minuti, un’ora; se trovate una mostra che vi interessa, contate almeno un’ora e mezza, due ore; se aggiungete Medialab, cinema o altre attività, ci passate mezza giornata senza accorgervene. Attenzione agli orari: l’edificio resta aperto tutto il giorno, ma le sale espositive hanno orari più ridotti e di solito chiudono il lunedì. Controllate sempre la pagina orari e contatti prima di andare.

Per me questa tappa è quasi obbligatoria. Tabakalera non è “un museo”: è un grande edificio culturale dove potete passare ore tra mostre, cinema, la biblioteca-laboratorio Medialab, spazi comuni e attività. E soprattutto ha una storia profondamente legata alla città. È l’antica fabbrica di tabacco, attiva per 90 anni, dal 1913 al 2003, e oggi trasformata nel Centro Internazionale di Cultura Contemporanea. Per decenni qui lavorarono soprattutto donne, le celebri cigarreras, figure importantissime nella storia sociale delle fabbriche di tabacco spagnole. Le cigarreras, quindi, non erano solo quelle di Siviglia, che sicuramente conoscerete anche grazie all’opera Carmen di Bizet: in tutta la Spagna le fabbriche del tabacco erano un mondo quasi tutto al femminile, e quella di San Sebastián non faceva eccezione.

L’interno viene spesso definito, a ragione, un ecosistema culturale. Le attività ruotano attorno a:

Insomma, progetti che uniscono arte, scienza e società. Il bello è che non sapete mai esattamente cosa vi aspetta, perché il programma cambia più volte durante l’anno e molte esposizioni sono pop up temporanei e gratuiti — nel programma attuale 2026, per esempio, diverse mostre hanno ingresso libero. Potete davvero entrare per ripararvi dalla pioggia, curiosare e decidere quanto restare, senza dover per forza comprare un biglietto. Entrate, girate, vedete una mostra, bevete qualcosa, andate al cinema.

Già, perché Tabakalera ha una programmazione cinematografica tutt’altro che commerciale: retrospettive, cinema d’autore, cicli legati alle mostre e proiezioni della Filmoteca Basca. Nel programma 2026 continuano, per esempio, i cicli su Billy Wilder, cinema e arte e cinema basco.

E in una città così legata allo Zinemaldia, il Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián, andare al cinema quando piove ha anche un senso culturale particolare. Non a caso, dal 2016 Tabakalera ospita la sezione Zabaltegi-Tabakalera del festival.

Grande scheletro di balena esposto nell’Aquarium di San Sebastián
Scheletro di balena all’Aquarium di San Sebastián. Foto by Chatsam, CC BY-SA 3.0 , via Wikimedia Commons

Aquarium di San Sebastián

Potete acquistare i biglietti al costo di circa 16€ sul sito ufficiale. L’audioguida costa 3 €. Con la San Sebastián Card avete il 10% di sconto sulla tariffa adulti. Attenzione: il biglietto online non è un ingresso prioritario. Va comunque convalidato in biglietteria, quindi in caso di fila non vi permette necessariamente di saltarla. Inoltre biglietteria e ingresso chiudono un’ora prima della chiusura. Controllate sempre gli orari aggiornati, perché in un giorno di pioggia trovare la porta chiusa è l’ultima cosa che volete! Un consiglio: il martedì, giovedì e sabato alle 12:00 potete assistere al pasto nel grande Oceanario, con gli squali toro e oltre 6.000 pesci. Se potete, organizzate la visita intorno a quell’orario! Se vi godrete con calma anche la parte iniziale dedicata alla storia marittima, alla baleneria basca e alle collezioni oceanografiche, oltre alle vasche e all’Oceanario, io calcolerei tranquillamente due ore abbondanti. L’Aquarium si trova in Plaza Carlos Blasco de Imaz 1, in fondo al porto, ai piedi del Monte Urgull e a pochi minuti a piedi dalla Parte Vieja: il modo migliore per arrivarci è proprio camminare.

Molti fanno l’errore di considerarlo solo un posto dove andare a vedere gli squali (e sì, li vedrete davvero!). Ma il vero valore dell’Aquarium di San Sebastián è che è un autentico museo del mare. Giusto per impostare le aspettative: non è un enorme parco acquatico moderno in stile Oceanogràfic di Valencia. Il valore dell’Aquarium di Donostia non sta nella spettacolarità pura, ma nella combinazione tra storia e acquario moderno.

Deve la sua nascita alla Sociedad de Oceanografía de Guipúzcoa, fondata nel 1908. Non era nata per creare un’attrazione turistica: era un’istituzione scientifica dedicata allo studio del mare, della fauna marina e dell’ambiente costiero. Ed è tuttora attiva, oggi come Fundación Oceanográfica de Gipuzkoa.

Il Palacio del Mar fu inaugurato il 1º ottobre 1928 alla presenza del re Alfonso XIII e della regina Victoria Eugenia, in un momento particolare per la città. Nel 1924, durante la dittatura di Primo de Rivera, il gioco d’azzardo era stato proibito e i casinò avevano dovuto chiudere. San Sebastián, che basava buona parte del suo turismo proprio su quel mondo, dovette reinventarsi. In quegli anni arrivarono così nuovi progetti più orientati al turismo familiare e popolare, come il Club Náutico e appunto il Palacio del Mar.

Una parte importante dell’edificio è dedicata al patrimonio marittimo della Gipuzkoa. Troverete collezioni oceanografiche, strumenti, modellini di navi, oggetti legati alla pesca e alla navigazione e, naturalmente, la balena.

Una delle grandi attrazioni dell’Aquarium è infatti lo scheletro di una balena franca nordatlantica, lungo circa 12 metri, catturata nel 1878. Era la specie più cacciata: in inglese la chiamano right whale, la balena “giusta” da cacciare, perché era lenta, ricca di grasso e, una volta uccisa, tendeva a galleggiare. Per questo quello scheletro non è solo una curiosità zoologica. È diventato uno dei simboli della collezione storica, ed è legatissimo alla storia della costa del Golfo di Biscaglia, i cui marinai erano considerati i migliori cacciatori di balene d’Europa. Se vi incuriosisce, nella mia guida sui Paesi Baschi vi racconto altri lati della caccia alle balene, tra cui l’autorizzazione legale ad uccidere un basco!

Oltre al museo ovviamente ci sono gli acquari. Una buona parte è dedicata proprio alle specie del Mar Cantabrico. Oggi il complesso ospita oltre 200 specie, tra fauna cantabrica e tropicale. Ci sono specie pelagiche, murene, meduse, cavallucci marini e piccoli ecosistemi, oltre agli acquari tropicali dedicati, tra gli altri, ai Caraibi e all’Indo-Pacifico.

Il vecchio Palacio del Mar rimase per decenni molto diverso dall’Aquarium di oggi. La trasformazione decisiva arrivò nel 1998, con un grande ampliamento. È lì che nasce l’attrazione che quasi tutti associano all’Aquarium: il grande Oceanario, una vasca da circa 1,8 milioni di litri d’acqua attraversata dal famoso tunnel trasparente a 360°. Camminerete letteralmente dentro la vasca, mentre pesci, razze e soprattutto squali vi passano accanto e sopra la testa. È naturalmente la parte più spettacolare del percorso.

📍 Una curiosità

L’Aquarium organizza anche Durmiendo con peces, “dormendo con i pesci”: attività notturne per scoprire come cambia la vita dell’acquario dopo la chiusura. Propone inoltre immersioni, visite guidate, conferenze e attività educative.

Grandi botti di legno e bottiglie di sidro nella sidreria Saizar, nei Paesi Baschi
Le grandi botti della sidreria Saizar, una delle realtà legate alla tradizione del sidro basco.

Sagardoetxea, il Museo della Sidra Basca

I biglietti costano 5 €, con visita guidata e degustazione di sidro. Ci sono poi esperienze più complete, come la visita con degustazione Premium (9 €) o il pacchetto Museo + Sidrería, a partire da 53 €. Si prenota tutto sul sito ufficiale. Il museo è aperto da martedì a sabato, ma gli orari possono cambiare, quindi verificate sempre sul sito prima di andare. Le visite sono sempre guidate e si svolgono in basco, spagnolo, francese e inglese. Se non masticate almeno una di queste lingue, l’esperienza è un po’ limitata. Calcolate circa un’ora per il museo. Se aggiungete il pranzo o la cena in sidreria, mettete in conto altre due ore circa. Il museo si trova in Kale Nagusia 48, ad Astigarraga, a circa 6 km da San Sebastián, ed è facile da raggiungere. Se pensate di fare la degustazione o di fermarvi a mangiare, lascerei perdere l’auto e prenderei l’autobus: dal centro di Donostia le linee Lurraldebus BU12 e BU13 vi portano a destinazione in circa 25 minuti. Se siete in gruppo, ancora più comodo è il taxi, che normalmente impiega 10-15 minuti.

Sagardoetxea non è solo un museo: racconta la mela, la produzione del sidro, il rito del txotx e tutta la cultura delle sagardotegi, le sidrerie tradizionali.

Il museo è diviso in tre parti:

  • il meleto, dove si parla delle varietà di mele e della coltivazione;
  • lo spazio museale, dedicato alla storia e alla produzione del sidro;
  • la zona di degustazione, dove la visita si conclude con un assaggio di sidro.

Lo spazio museale e la degustazione sono al coperto, quindi è un ottimo piano per una giornata di pioggia. Il meleto invece è all’aperto: con un acquazzone forte perdereste una parte dell’esperienza, ed è un peccato, perché è proprio quella che rende questa visita diversa da un semplice museo.

La cosa interessante è che Sagardoetxea vuole spiegare che, nei Paesi Baschi, il sidro non è semplicemente una bevanda. Intorno alle sagardotegi è nato un vero rituale sociale e gastronomico. Il famoso txotx è il momento in cui si apre la botte e si raccoglie il sidro direttamente dal getto, nel bicchiere.

Per questo il museo propone anche l’esperienza “Museo + Sidrería”: prima scoprite come nasce il sidro, poi andate in una sagardotegi a mettere in pratica quello che avete appena imparato. Il menu tradizionale comprende in genere:

  • tortilla di baccalà;
  • baccalà fritto con peperoni;
  • txuleta;
  • formaggio con cotognata e noci;
  • e naturalmente sidro al txotx.

È un po’ il menu standard che troverete in tutte le sidrerie.

Se invece non vi interessa il museo, io ho passato una bellissima mezza giornata alla sidreria Saizar, a Usurbil, tra visita guidata, cantine e cena: ve la racconto nel mio articolo su dove mangiare a San Sebastián.

Partecipanti a un corso di cucina basca a San Sebastián
Un corso di cucina è un modo diverso per scoprire la gastronomia basca nelle giornate di pioggia a San Sebastián.

Scoprire la cucina basca

Se la pioggia non dà tregua, tanto vale trasformarla in un’occasione per scoprire la cucina basca dall’interno. A San Sebastián si organizzano veri e propri corsi di cucina dedicati ai pintxos e ai piatti tradizionali. E non sono le classiche lezioni che forse avete in mente. Spesso si parte dal mercato della Bretxa o di San Martín, dove si scelgono gli ingredienti migliori insieme a un esperto, e poi si passa ai fornelli per preparare alcune delle ricette più rappresentative della città.

Il mio consiglio? Se potete, sceglietene uno che si svolga in una sociedad gastronómica, quella che altrove nei Paesi Baschi chiamano txoko. Sono circoli privati nati per cucinare e mangiare insieme, dove le ricette si tramandano da una generazione all’altra e dove si capisce davvero cosa significhi, qui, sedersi a tavola. Normalmente non sono aperti al pubblico: per entrarci bisogna essere invitati da un socio, oppure partecipare a un’esperienza organizzata come questa avventura culinaria. Non è certo l’attività più economica, ma per chi ama cucinare può diventare uno dei ricordi più belli del viaggio.

Ad ogni modo, le alternative non mancano:

  • Tenedor Tours, una delle realtà più storiche della città. Organizza esperienze private su misura dal 1997 e ha la sua cucina proprio in Calle Fermín Calbetón, nel cuore della Parte Vieja.
  • Il BCulinary Club, lo spazio dedicato agli appassionati del Basque Culinary Center, l’università della gastronomia di San Sebastián.
  • L’elenco aggiornato dei corsi di cucina sul sito ufficiale del turismo.

Se non vi va di cucinare, potete sempre trasformare la pioggia in un giro di pintxos: un pintxo, una bevanda, poi altri cinquanta metri sotto l’ombrello fino al prossimo rifugio goloso. Oppure entrare in un bar storico e ordinare una cioccolata o un caffè, senza nessuna fretta. Donostia sotto la pioggia invita proprio a questo tipo di pausa.

Un’altra idea è una degustazione di prodotti baschi: formaggi (primo fra tutti l’Idiazabal), conserve del Cantabrico, txakoli, sidro, cioccolato. Potete prenotare una degustazione organizzata oppure crearvi la vostra, girando tra i negozi gastronomici che il sito del turismo segnala tra i migliori della città. Tra questi ci sono:

Qualunque sia la vostra scelta, date prima un’occhiata al mio articolo su dove mangiare a San Sebastián. Vi darà le basi per orientarvi prima di tuffarvi nel mondo gastronomico della città.

Peine del Viento con il mare in tempesta a San Sebastián quando piove
Il Peine del Viento durante una giornata di mare agitato a San Sebastián.

Osservare il mare in tempesta

Questa è un po’ controintuitiva, lo so. Ma quando piove senza diluviare, uno spettacolo da non perdere è proprio il mare in burrasca. Soprattutto in autunno e in inverno potrete vedere le grandi onde infrangersi sulla costa, osservare i surfisti della Zurriola a caccia dell’onda perfetta, oppure vivere il Peine del Viento in modo molto più immersivo, quando l’acqua esplode dai fori della piazza e il Cantabrico mostra tutta la sua forza.

Il momento migliore è l’alta marea, quando le onde colpiscono la costa con più energia. Controllate gli orari delle maree e le allerte meteo su Euskalmet, l’agenzia meteorologica basca, prima di uscire.

Però attenzione: tutto questo solo nelle zone consentite, e mai oltre le transenne. Quando scatta l’allerta arancione per le onde, il Comune chiude il Paseo Nuevo, l’accesso al Peine del Viento e il molo della Zurriola, e a volte sospende anche le barche per l’Isola di Santa Clara. Se le autorità chiudono un tratto, non è il momento di cercare la foto spettacolare… ve lo assicuro! Le onde del Cantabrico possono essere davvero pericolose, anche per chi resta “solo a guardare”.

La passeggiata dalla playa de la Concha al Peine del Viento — ne parlo anche qui —, ma se lungo la strada verso il Peine del Viento la pioggia si fa più insistente, potete riprendere fiato nel tunnel MiramArt, il passaggio pedonale sotto il Pico del Loro che collega la spiaggia della Concha a quella di Ondarreta. Dal 2016 è decorato con un’installazione ispirata ai fondali marini: appena entrate, vi sembrerà di essere sott’acqua… ma all’asciutto! Ed è perfino un tunnel “intelligente”: vi dà informazioni sul meteo e sullo stato del mare e delle spiagge. Proprio quello che serve in una giornata di pioggia.

📍 Una curiosità

Sulla costa basca esiste una parola per indicare la tempesta più temuta dai pescatori: galerna. È un fenomeno improvviso, capace di trasformare un mare calmo in una trappola nel giro di pochi minuti.

La più tragica fu quella della notte tra il 12 e il 13 agosto 1912: sorprese in mare le barche impegnate nella pesca del tonno bianco e si portò via 143 pescatori, 116 dei quali di Bermeo. Fu una tragedia enorme, che contribuì negli anni successivi alla nascita dei primi sistemi di protezione sociale destinati alle famiglie dei pescatori.

A Bermeo la memoria di quella notte è ancora viva nel gruppo scultoreo Badatoz! (“Arrivano!”), che rappresenta le famiglie in attesa sul molo, con lo sguardo rivolto verso il mare.

La Perla di San Sebastián affacciata sulla spiaggia della Concha
La Perla, lo storico centro di talassoterapia sul lungomare della Concha a San Sebastián.

Relax con vista sulla Concha

La Perla si trova sul Paseo de la Concha, proprio a bordo spiaggia, nel cuore di San Sebastián. Il circuito è aperto tutti i giorni. Resta chiuso solo il 25 dicembre, l’1 e il 6 gennaio. La prenotazione è obbligatoria, online o per telefono, ma si paga direttamente alla reception. Gli ingressi durano 2, 3 o 5 ore e costano indicativamente tra 25 e 54 €, a seconda della durata e del giorno. Con l’ingresso da 5 ore avete anche l’accesso gratuito alla palestra. Trovate le tariffe aggiornate sul sito. Nei giorni feriali c’è un ingresso da 2 ore a 28 € nella fascia 13:30–16:00, quella in cui tutti sono a pranzo :-), mentre la domenica pomeriggio c’è la formula “Domingos dúo”, pensata per due persone, a 56 € in tutto. Cosa portare: costume, cuffia obbligatoria e ciabatte, che però si usano solo negli spogliatoi, perché il circuito si fa a piedi nudi. Gli asciugamani e gli accappatoi si noleggiano, con un deposito di 10 €. Attenzione: a fine inverno può chiudere per lavori.

C’è un modo molto donostiarra per godersi il mare senza bagnarsi… o meglio, bagnandosi per scelta. La Perla è il centro di talassoterapia affacciato direttamente sulla baia della Concha, e tutto qui funziona con acqua di mare:

  • piscine di idroterapia e di relax;
  • jacuzzi panoramica;
  • il “labirinto delle sensazioni”;
  • bagno di vapore marino e sauna;
  • fontana di ghiaccio;
  • piscina fredda.

Il tutto con vista sulla baia e accesso diretto alla spiaggia. I più coraggiosi, specie d’inverno, escono a fare un tuffo nell’Atlantico e poi rientrano di corsa nelle bolle calde. Fuori piove, il mare è grigio e mosso, e voi siete lì, nell’acqua calda, a guardarlo. Difficile immaginare un modo migliore per vivere una giornata di maltempo a San Sebastián.

E non è un posto qualunque: La Perla è uno dei simboli della Belle Époque donostiarra. Quando la regina María Cristina fece della città la meta estiva della corte, i bagni di mare diventarono uno dei piaceri raffinati dei villeggianti. Nel 1912 il vecchio stabilimento balneare in legno fu sostituito dall’edificio attuale, che all’epoca la stampa definì uno dei più belli del mondo.

Se poi volete prolungare la coccola, potete abbinare al circuito un massaggio o un trattamento, oppure fermarvi al ristorante o al bar di La Perla, entrambi con vista sulla baia.

Villa Belza sulla scogliera di Biarritz con il mare agitato
Villa Belza affacciata sull’Atlantico durante una giornata di mare mosso a Biarritz.

Scappare dove non piove

Un ultimo consiglio, forse il più furbo: aprite la vostra app del meteo, e controllate anche le città vicine. Il tempo sulla costa basca cambia in fretta, e a volte basta spostarsi di qualche decina di chilometri per trovare un cielo più clemente. Ecco alcune idee:

  • Biarritz è vicinissima, eppure a volte il temporale che bagna San Sebastián l’ha già lasciata, oppure non ci è ancora arrivato. Il modo più comodo sono le gite organizzate, che vi portano direttamente sul posto. Se invece preferite muovervi in autonomia, prendete il bus diretto San Sebastián → Biarritz. Ci sono diverse corse al giorno di Alsa, FlixBus e altre compagnie, il viaggio dura circa 50 minuti e i biglietti partono da pochi euro. Una volta arrivati, per raggiungere il cuore della città vi servirà un bus locale della rete Txik Txak: mettetelo in conto nei tempi!
  • Hendaye: se non avete voglia di una gita lunga, il Topo (la linea E2 di Euskotren), vi porta a Hendaye, il primo paese francese oltre il confine, in poco tempo e senza cambi. Qui vale la pena visitare il Castello-Osservatorio d’Abbadia, una visita al coperto perfetta per una giornata incerta. Si visita con visite guidate di circa 45 minuti. Quando la pioggia concede una tregua, potete passeggiare nel parco che arriva fino alle scogliere, davanti ai celebri scogli dei Deux Jumeaux, i “Due Gemelli“.
  • Bilbao: con o senza maltempo la scelta giusta è Bilbao, una città che sotto la pioggia sembra quasi più a suo agio che col sole. Con il bus DO01, che passa da Zarautz, ci arrivate in circa un’ora e un quarto. Il Guggenheim da solo vale la giornata, ma di cose da fare al coperto ce ne sono tantissime: ve le racconto tutte nel mio articolo su cosa fare a Bilbao quando piove.

Per cercare le alternative ferroviarie o in pullman più convenienti io uso sempre Trainline e Trainpal. Date un’occhiata prima di organizzare il viaggio.

La valigia furba

Viaggiare nei Paesi Baschi significa accettare una piccola verità: il meteo qui è parte dell’avventura. Sole, vento e pioggia possono alternarsi in poche ore, e la tua valigia deve essere pronta a tutto.

La strategia vincente è quella degli strati. Sopra una t-shirt, porta sempre una felpa. Io ho comprato questa giacca impermeabile e antivento ed è stato il mio oggetto più utile. Anche d’estate, il vento atlantico può essere tagliente, quindi una sciarpa leggera o uno scaldacollo non sono mai di troppo.

Scegli scarpe pratiche. Se decidi di esplorare la costa servono scarponcini comodi per i sentieri, ma anche un paio di scarpette da scoglio per le spiagge rocciose più insidiose. E metti in valigia il costume e un telo leggero (questo l’ho comprato per averlo sempre con me quando viaggio in una città di mare): l’Atlantico è freddo, ma la tentazione di un tuffo eroico o di una passeggiata con i piedi nell’acqua è sempre in agguato.

Non farti ingannare dalla brezza fresca: il sole estivo può scottare. Cappello e crema solare ad alta protezione sono essenziali. Io porto sempre con me questa crema, piccola, ma molto efficace.

Per la sera, basta un solo capo più curato per adattarti all’eleganza discreta di San Sebastián.

Quasi dimenticavo: un ombrello resistente al vento. Io ne avevo con me uno della Samsonite e ha resistito a 2 giorni di pioggia, ma una ragazza di Bilbao me ne ha consigliato uno della Lendoo , che lei aveva e sembrava molto resistente.

Completa il tutto con un minimo di tecnologia utile — mappe offline e un’app meteo da controllare spesso — possono davvero aiutarti. Io, come sempre, ho portato il mio power bank. Può sembrare un dettaglio, ma rende le giornate molto più semplici, soprattutto se si ha il navigatore acceso per orientarsi nei sentieri e si vogliono immortalare in fotografia tutti gli angoli e i momenti più belli del viaggio. A me hanno regalato questo e mi trovo benissimo. Ma ce ne sono di mille tipi diversi. A prescindere dal modello, te lo consiglio vivamente.

Considera che in inverno, seppur le gelate sulla costa sono rare, il freddo può essere pungente. Copriti bene!


E così, ombrello alla mano, siamo arrivati alla fine del nostro giro per San Sebastián sotto la pioggia.

E in fondo, è proprio questo il bello dei Paesi Baschi: non deludono mai. Neanche quando il cielo è grigio o la pioggia vi accompagna per giorni interi. Perché qui il maltempo non è un ostacolo da aggirare, ma una parte del carattere di questa terra. E, secondo me, è proprio sotto la pioggia che San Sebastián svela il suo volto più autenticamente basco.

Quindi non lasciate che le previsioni vi rovinino il viaggio. Mettete in valigia una buona giacca impermeabile, lasciate a casa le aspettative da vacanza al sole e preparatevi a lasciarvi sorprendere. Se volete continuare a esplorare, nella mia guida su San Sebastián trovate tutto quello che c’è da vedere quando il sole torna a splendere.

Perché sì, qui pioverà. Ma ve lo assicuro: ripartirete con la voglia di tornarci… magari proprio in una giornata di pioggia.

0 Condivisioni

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *