Oltre le solite mete: l’Italia che non conosci
Qualche giorno fa ho conosciuto una ragazza spagnola che è stata da poco in Puglia, e mi ha chiesto un consiglio: cosa vedere in Italia oltre le classiche mete, come Firenze, Roma e Venezia.
Non ci crederete, ma sono rimasta in silenzio per un minuto intero. Zero parole. La verità è che avevo così tanti suggerimenti in testa che non sono riuscita a sceglierne uno lì per lì.
Ed è proprio questo che mi ha fatto riflettere: scegliere cosa vedere in un paese come l’Italia non è mai facile. Perché l’Italia, come pochi altri posti al mondo, ha tutto: storia, arte, cultura, montagna, mare, gastronomia. Qualsiasi cosa stiate cercando, l’Italia ve la può offrire, senza mai deludervi.
Così ho deciso di prendermi un po’ di tempo da dedicare al mio paese d’origine, e condividere con voi alcuni posti da vedere che vanno oltre le mete più scontate, quelle che tutti già conoscono a memoria.
Perché se cercate storia e arte, ovviamente non potete saltare Firenze, Roma, Venezia. Ma vi assicuro che Palermo, Rimini, Bergamo e Bologna sono una meraviglia, e ci sono posti che meritano molto più spazio di quanto gli venga solitamente dato.
Se invece cercate un po’ di natura, sicuramente non potete evitare le Dolomiti, le colline toscane, il Lago Maggiore. Ma vi assicuro che l’Umbria è meravigliosa, l’entroterra del Lazio è spettacolare, e ci sono laghi di montagna con acque che non dimenticherete facilmente.
Se volete il mare, è ovvio che Sardegna, Sicilia e Puglia non possono mancare nel vostro tour. Ma se cercate un posto non scontato, dovete assolutamente andare nelle Marche.
E se il vostro è un viaggio gastronomico… beh, allora potete andare dove volete: in Italia andate sempre sul sicuro.
Quindi, se vi state chiedendo cosa vedere in Italia, la risposta onesta è: quasi tutto, se solo si ha voglia di guardare oltre le mete più scontate. Di seguito però eccovi qualche suggerimento un po’ diverso dal solito, che può davvero regalarvi una visione dell’Italia ben oltre Instagram.
Ecco alcuni consigli pratici per organizzare meglio un viaggio in Italia: come arrivare e come muoversi una volta qui. Può sembrare semplice, ma l’Italia è un Paese lungo, molto diverso da una regione all’altra e con distanze che spesso vengono sottovalutate quando si costruisce un itinerario con molte tappe.
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Come raggiungere l’Italia
L’Italia dispone di numerosi aeroporti e collegamenti ferroviari internazionali, quindi non esiste un unico punto di accesso ideale. La scelta dipende soprattutto dalla zona che volete visitare, dal Paese da cui arrivate e da come avete organizzato l’itinerario.
- In aereo: per chi arriva dall’estero, i principali punti di ingresso sono generalmente Roma Fiumicino e Milano Malpensa. Roma è particolarmente comoda se il viaggio interessa il Centro Italia o se volete poi proseguire verso Napoli e il Sud, mentre Milano rappresenta uno degli accessi più pratici per il Nord Italia. Non significa però che dobbiate necessariamente volare su una di queste due città. A seconda dell’itinerario possono essere molto più comodi Venezia Marco Polo, Bologna, Bergamo e Napoli, mentre per un viaggio concentrato sulle isole vale la pena controllare direttamente i voli per Catania o Palermo in Sicilia e Cagliari in Sardegna. Se, per esempio, il vostro viaggio è dedicato soprattutto a Venezia, alle Dolomiti o al Nord-Est, non avrebbe molto senso atterrare a Roma soltanto perché è uno degli aeroporti principali del Paese. Per confrontare voli, aeroporti e tariffe io utilizzo Google Flights .
- In treno dall’estero: l’Italia può essere raggiunta direttamente in ferrovia da diversi Paesi europei, soprattutto Francia, Svizzera, Austria e Germania. Anche in questo caso non esiste una sola stazione di ingresso: dipende dalla direzione da cui arrivate. Milano Centrale è uno dei principali nodi ferroviari internazionali del Paese ed è particolarmente comoda per chi arriva dalla Svizzera o dalla Francia. Torino Porta Susa è un altro accesso importante per chi arriva dalla Francia, soprattutto lungo l’asse che attraversa Lione e le Alpi. Arrivando invece da Austria e Germania, uno degli assi principali attraversa il Brennero e permette di raggiungere città come Verona e Bologna. Anche Venezia rappresenta un importante punto di accesso ferroviario per chi arriva dall’Austria e dall’Europa centrale. Una volta entrati in Italia, da queste città è generalmente semplice proseguire verso le principali destinazioni utilizzando i treni ad alta velocità o i collegamenti regionali. Controllate sempre orari e biglietti sul sito ufficiale di Trenitalia . Per confrontare rapidamente le diverse combinazioni ferroviarie io utilizzo anche Trainline e TrainPal .
- In autobus: l’Italia è collegata via autobus a lunga percorrenza con numerose città europee e questa può essere una soluzione interessante soprattutto se cercate tariffe economiche o se partite da una località senza un collegamento ferroviario diretto. Tra gli operatori più diffusi trovate FlixBus , che dispone di una rete molto ampia sia in Italia sia nel resto d’Europa. Anche Itabus può essere utile per numerosi collegamenti sul territorio italiano. Per viaggi internazionali molto lunghi considero generalmente più pratici l’aereo o il treno, ma l’autobus può essere una buona alternativa in base alla città di partenza, al prezzo e alla destinazione finale.
- In auto: se arrivate da un Paese confinante o state facendo un viaggio più ampio attraverso l’Europa, potete naturalmente entrare in Italia direttamente dalla Francia, dalla Svizzera, dall’Austria o dalla Slovenia. In questo caso non è necessario individuare una città precisa come punto di arrivo: potete costruire l’itinerario direttamente in funzione della vostra prima tappa. L’auto diventa particolarmente interessante se il viaggio prosegue poi attraverso piccoli borghi, campagne, zone montane o tratti di costa dove avere un mezzo proprio permette molta più libertà.
Come muoversi in Italia
- Noleggiare un’auto è, secondo me, la soluzione migliore se volete conoscere l’Italia al di là delle grandi città. È particolarmente utile se il vostro itinerario comprende piccoli borghi, campagne, vigneti, montagne, spiagge, parchi naturali o località distribuite sul territorio . Ci sono moltissime zone in cui affidarsi esclusivamente ai mezzi pubblici significa dover organizzare il viaggio intorno agli orari disponibili, mentre con l’auto potete decidere liberamente quanto fermarvi, cambiare programma e aggiungere deviazioni lungo il percorso. Questo vale soprattutto quando volete esplorare territori rurali, zone di montagna, tratti di costa e località più piccole, dove i collegamenti pubblici possono essere meno frequenti. Nelle grandi città, però, il discorso cambia completamente. A Roma, Milano, Firenze, Bologna, Napoli o Torino l’auto spesso non serve e può diventare più un problema che un vantaggio, soprattutto per traffico, parcheggi e zone a traffico limitato. Venezia, naturalmente, è un caso ancora diverso: nel centro storico ci si muove a piedi e con i trasporti sull’acqua. Se state costruendo un itinerario misto, può quindi essere molto più pratico spostarsi in treno tra le grandi città e noleggiare l’auto soltanto per la parte del viaggio che ne ha realmente bisogno .
- In treno: per spostarsi tra le principali città italiane è probabilmente il mezzo più semplice. La rete ad alta velocità collega molto bene città come Torino, Milano, Verona, Venezia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli , oltre a numerose altre destinazioni. Per itinerari classici come Milano – Venezia – Firenze – Roma – Napoli, personalmente sceglierei il treno senza esitazioni: si parte e si arriva generalmente nel centro delle città e non bisogna preoccuparsi di traffico, parcheggi o ZTL. L’alta velocità è servita principalmente da Trenitalia e Italo . I treni regionali permettono poi di raggiungere moltissime località più piccole e, in alcune zone, possono essere estremamente utili anche per itinerari turistici. Pensate, per esempio, alle Cinque Terre, dove il treno è spesso molto più pratico dell’auto, oppure a numerose località lungo i laghi e le coste. Questo non significa però che ogni borgo italiano sia facilmente raggiungibile in ferrovia: appena ci si allontana dalle linee principali, la situazione cambia molto da regione a regione.
- In autobus: la rete italiana di autobus a lunga percorrenza è piuttosto capillare e può essere utile soprattutto per raggiungere località non servite direttamente dalla ferrovia. Operatori come FlixBus e Itabus collegano numerose città italiane. A questi si aggiungono poi le compagnie regionali e locali, particolarmente importanti nelle zone dove non arriva il treno. Il problema è che non esiste un’unica rete nazionale da consultare per tutti gli autobus locali. Operatori, frequenze, biglietti e modalità di acquisto cambiano da regione a regione e, nelle aree meno popolate, le corse possono essere molto meno frequenti. Per questo considero gli autobus un’ottima soluzione per singoli collegamenti o per raggiungere destinazioni non servite dal treno , ma meno pratici se volete costruire un itinerario itinerante con molte tappe nella stessa giornata.
In sintesi, non esiste un unico mezzo ideale per viaggiare in Italia. Per spostarsi tra le principali città, il treno è spesso la soluzione più semplice e comoda. Per esplorare campagne, piccoli borghi, montagne, coste e territori rurali, invece, l’auto offre una libertà che i trasporti pubblici non sempre riescono a garantire . Gli autobus completano bene entrambe le soluzioni e possono essere particolarmente utili quando la destinazione scelta non dispone di una stazione ferroviaria o quando esiste un collegamento diretto più conveniente.

Storia: duemila anni… e anche di più
In Italia la storia non si visita soltanto nei musei: la si vive camminando, tra i vicoli di un borgo, nelle piazze delle città o lungo una strada di campagna. Ogni epoca ha lasciato un segno, e capita spesso — più spesso di quanto pensiate — che testimonianze lontanissime nel tempo convivano nello stesso luogo, a pochi passi le une dalle altre.
Quando si pensa alla storia italiana, la mente corre subito ai Romani, al Rinascimento e forse al Barocco e quindi a Roma e Firenze. Ma il nostro paese custodisce strati molto più antichi, e molto più recenti, di quanto si immagini.
C’è il Paleolitico, con siti come la Grotta del Romito in Calabria — uno dei siti archeologici più importanti d’Europa per lo studio di questo periodo, con incisioni rupestri e sepolture che risalgono a oltre 20.000 anni fa — oppure il Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane in provincia di Brescia: qui vale la pena una piccola curiosità, perché non fu solo il primo sito UNESCO riconosciuto in Italia (1979), ma anche il primo parco archeologico italiano in assoluto, istituito già nel 1955.
Ci sono gli Etruschi, che potete incontrare nelle necropoli di Tarquinia e Cerveteri, nel Lazio, o davanti alla Porta all’Arco di Volterra, in Toscana.
C’è la Magna Grecia, con la Valle dei Templi di Agrigento, che al tramonto lascia davvero senza parole.
E poi c’è l’epoca romana, con Pompei ed Ercolano, in Campania: due antiche città che continuano a restituire storie, dettagli e frammenti di vita quotidiana e che, ogni volta che ci torno, riescono ancora a incantarmi.
Poi arriva il Medioevo di San Gimignano e delle sue torri, il Rinascimento più discreto di Mantova — soprannominata “la Bella Addormentata” — e il Barocco che a Lecce e a Noto in Sicilia assume una luce completamente diversa.
Ogni città italiana, in realtà, è un vero e proprio palinsesto: una sovrapposizione di epoche che si sono sedimentate nei secoli quasi senza soluzione di continuità. Verona, per esempio, passa dall’Arena romana al centro medievale e rinascimentale senza soluzione di continuità. E ancora Palermo, con il suo patrimonio arabo-normanno, è forse uno degli esempi più sorprendenti di come culture diversissime possano fondersi in un’unica e straordinaria identità architettonica.
Ma anche Brescia, a due passi da Milano, merita un posto in questo racconto: il Guardian le ha dedicato un intero articolo, definendola — parole loro — Everything you’d want from Italy, all in one place.
In Italia, insomma, ogni pietra ha qualcosa da raccontarvi: basta avere voglia di ascoltare.. e camminare 😊

Mare: spiagge da sogno oltre le località più famose
Con circa ottomila chilometri di coste, l’Italia potrebbe vivere di rendita soltanto grazie alle sue spiagge più celebri. E invece, appena ci si allontana dalle località più fotografate, si scoprono baie, promontori e piccole isole capaci di sorprendere quanto le grandi protagoniste del turismo italiano.
Sardegna, Sicilia, Puglia e Costiera Amalfitana meritano tutta la fama che le accompagna, ma l’Italia custodisce anche coste meno conosciute e altrettanto spettacolari.
In Liguria, Camogli conserva l’atmosfera colorata dei borghi affacciati sul mare, mentre le Marche offrono la Riviera del Conero, con le sue falesie bianche, le baie nascoste e la nostra preferita: la Spiaggia delle Due Sorelle.
Nel Lazio, le Isole Pontine — Ponza, Ventotene e la selvaggia Palmarola — sembrano lontanissime dalla terraferma, pur trovandosi a poche ore di navigazione dalla costa.
In Puglia, oltre alle spiagge più conosciute del Salento, si trovano luoghi come la Riserva naturale di Torre Guaceto e le Isole Tremiti, un piccolo arcipelago dell’Adriatico fatto di acqua trasparente, calette, fondali ricchissimi e sentieri immersi nella vegetazione mediterranea.
Più a sud, il Cilento offre oltre cento chilometri di litorale, piccoli borghi marinari e un entroterra protetto da uno dei parchi nazionali più estesi d’Italia— con tanto di Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la parte archeologica, tra i siti di Paestum e Velia: un’alternativa più tranquilla e più autentica rispetto alla vicina e affollatissima Costiera Amalfitana.
Sempre parlando di isole, non perdetevi le Eolie, arcipelago vulcanico Patrimonio UNESCO formato da sette isole molto diverse tra loro: da Stromboli, dominata dal suo vulcano attivo, ad Alicudi e Filicudi, più remote, silenziose e selvagge. Oppure ancora le Egadi, che sono un’area marina protetta, o Pantelleria con un mare di un azzurro immenso.
Che preferiate le scogliere, le baie raggiungibili soltanto a piedi, i borghi marinari o le piccole isole, il mare italiano ha ancora moltissimo da raccontarvi oltre le località più celebri. Basta allontanarsi dalle rotte abituali per scoprire una costa più lenta, sorprendente e autentica — quella che, alla fine, si ricorda di più.

Entroterra: tra laghi vulcanici, cascate romane e altre sorprese
Se pensate che l’Italia dell’entroterra si esaurisca tra le Dolomiti, le colline toscane e i famosi laghi del Nord come il Lago Maggiore o il Lago di Como, vi state perdendo una parte enorme del paese. È un’Italia più silenziosa, fatta di laghi alpini, altopiani, cascate, crateri vulcanici e borghi affacciati sull’acqua: paesaggi ancora lontani, almeno in parte, dalle rotte più frequentate.
In Trentino, la Valle dei Laghi raccoglie specchi d’acqua circondati da vigneti e montagne.
In Toscana, le Crete Senesi offrono paesaggi diversi in base alla stagione, ben distanti dalle immagini più celebri del Chianti e della Val d’Orcia.
In Emilia Romagna sarete accolti dai colli bolognesi e dal fiume Trebbia, con le sue acque fresche e i suoi paesaggi.
In Umbria, la Cascata delle Marmore resta un piccolo spettacolo capace di sorprendere anche chi l’ha già vista. Pochi sanno che non è un fenomeno naturale, ma la cascata artificiale più alta d’ Europa – alcuni dicono del mondo: 165 metri su tre salti, voluti nel 271 a.C. dal console romano Manio Curio Dentato per bonificare la Piana Reatina. Alla sua nascita, tra l’altro, è legata anche una leggenda d’amore, quella della ninfa Nera e del pastore Velino.
Nel vicino Lazio, il Lago di Bolsena occupa la caldera di un antico complesso vulcanico ed è circondato da borghi come Bolsena, Marta e Capodimonte. Una curiosità che vale la pena raccontare: è il lago vulcanico più grande d’Europa, nato circa 300.000 anni fa dal crollo del complesso dei Monti Volsini.
Poco più a sud, il Lago del Turano regala scorci inattesi, soprattutto nei dintorni di Colle di Tora. Oppure i laghi dei Castelli Romani, che, nota bene, non sono castellli.. sono colli.
Anche il Meridione riserva paesaggi spettacolari. In Basilicata, le Dolomiti Lucane si innalzano attorno ai borghi di Castelmezzano e Pietrapertosa, tra guglie rocciose, canyon e sentieri panoramici. In Puglia, la Valle d’Itria, con i suoi trulli, i muretti a secco e gli ulivi, compone uno dei paesaggi rurali più riconoscibili d’Italia.
E sull’Etna, in Sicilia — che già di per sè varrebbe la visita — c’è la Grotta del Gelo custodisce ghiaccio perenne all’interno di un vulcano attivo: un fenomeno sorprendente e una delle escursioni più particolari che abbiamo mai fatto.
Che amiate i laghi di montagna, i borghi sospesi nel tempo o i paesaggi che sembrano appartenere a un altro pianeta, l’entroterra italiano ha sempre qualcosa da offrirvi oltre le rotte più battute.
Perché in Italia, spesso, il vero spettacolo si nasconde proprio dove nessuno guarda.

Gastronomia: un viaggio nei sapori, regione per regione
Se il vostro è un viaggio gastronomico, in Italia potete andare praticamente ovunque: ogni regione, e spesso ogni provincia, ha ricette, ingredienti e tradizioni proprie. La vera scoperta, soprattutto per chi arriva dall’estero, è capire che non esiste una sola “cucina italiana”, ma un mosaico di cucine locali molto diverse tra loro, tramandate dalle nonne ai nipoti.
Ci sono naturalmente i piatti italiani più famosi nel mondo: la pizza napoletana, le lasagne emiliane, la carbonara romana, il risotto alla milanese, il pesto genovese e il tiramisù. Ma questi rappresentano soltanto l’inizio di un viaggio gastronomico molto più ampio.
Accanto alle ricette più conosciute ci sono il tartufo nero di Norcia, il baccalà alla vicentina, la ‘nduja calabrese, i culurgiones sardi, il lampredotto fiorentino. Sono piatti spesso poco conosciuti fuori dalla loro regione, ma capaci di raccontare il territorio, la sua storia e persino il modo in cui le famiglie si sono adattate nel tempo a ciò che avevano a disposizione.
Un consiglio pratico prima di partire: diffidate dei ristoranti immediatamente accanto ai monumenti più visitati, soprattutto quando espongono lunghissimi menù tradotti in molte lingue e qualcuno cerca insistentemente di farvi entrare. Cercate invece le trattorie frequentate dagli abitanti del posto, i piccoli locali con pochi piatti del giorno e i mercati cittadini: spesso è proprio lì che si scopre la cucina più autentica.
E se volete scatenare una discussione con un siciliano, provate a chiedere se si dica arancina o arancino: a Palermo è tradizionalmente femminile e rotonda come un’arancia, mentre a Catania è maschile e spesso appuntita come l’Etna. Su questo, probabilmente, non troverete mai un accordo — — al punto che sul tema sono dovuti intervenire persino l’Accademia della Crusca e l’Oxford English Dictionary. In Italia sulla cucina non si scherza!
E i vini? Qui il tema si fa ancora più lungo..e più gustoso..ma merita un articolo a parte.
Non è un caso, quindi, che a dicembre 2025, l’UNESCO abbia proclamato la cucina italiana Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Alla fine, per capire davvero il territorio italiano, basta sedersi a tavola e assaggiare cosa vi mettono nel piatto e bervi un bicchiere di buon vino. Solo così capirete l’Italia: un paese dalle 20 regioni e dalle mille tavole!
L’Italia, in fondo, è un paese che non smette mai di sorprendere, anche chi come me ci è nata e cresciuta. Che scegliate di partire dalla storia, dal mare, dall’entroterra o dalla tavola, la vera scoperta è sempre la stessa: andare oltre le mete più scontate.
Ognuno di questi temi meriterebbe da solo un libro intero: la mia promessa è di non deludere le vostre aspettative, e, piano piano, di condividere con voi il più possibile, con tutta la voglia di raccontare tipica di chi è innamorato e di chi, come me, non si stanca mai di parlare delle meraviglie del proprio non perfetto ma bellissimo paese.
